Da un po' di tempo a questa parte ho completamente rimosso una parola dal mio dizionario. Non è stato un atto volontario, forse qualcosa a livello di subconscio e tutte quelle menate lì, ma ho completanente rimosso la parola ingenuitá. O meglio, ogni volta che voglio esprimere il concetto mi esce il francese naîve, che suona falsamente positivo. L'ingenuità non lo è mai.
Già il suono che assume in italiano riesce quasi a ricreare l'idea di banalità.
L'ingenuo è colui che conosce l'esito ma continua a perseverare, convinto che qualcosa possa cambiare.
Non cambia mai.
Ci sono momenti in cui pensi che sia tutto perfetto, che tutto si incastri al posto giusto ma non è così, per niente. È solo un idea che hai di te stesso in quella situazione.
Non aveva senso quello che diceva mentre pioveva.
La nostra felicità era finta.
Anche due persone incompatibili possono essere felici insieme, fino a che non lo sono più.
Eppure, senza quella luna, quelle stelle disegnate su di lei, è tutto vuoto. Terribilmente buio.
Mi chiedo solo quando passerá questa sensazione stomachevole.
Pensavo e speravo in qualcosa di vero.
Ora ci credo sempre di meno.
Non è vero che esiste una distrazione.
Perché l'arte, la città, le persone, le parole, persino il cielo, sono vuoti senza di lei. O forse sono parti di lei, che ha lasciato in giro per condannarmi.
Chi rimane ricorda.
È stato tutto un casino.
Iniziato male e degenerato per finire peggio.
E io mi sono lasciata andare troppo alla leggera, risucchiata dal mare mentre guardavo le stelle.
Tutto è andato a puttane perché ho cambiato idea come il giorno e la notte. E man mano che venivano fuori questioni, passavano giorni, persino la sincerità mi sembrava falsa. Perché i comportamenti precedenti lo erano diventati.
Mancava la fiducia, l'attitudine a vederci ancora qualcosa, crederci persino.
Era tutto un casino che iniziava con i sentimenti quasi ridicoli. Per poi passare al realismo e l'orgoglio che tenevano a freno la lingua, che mettevano in tavola dubbi più che fondati.
Mi si spezzava il cuore.
Mi si spezza il cuore.
Perché nonostante mi riprometta di dimenticare, che mi dica che era più il tempo che passavamo a risolvere incomprensioni, che quello che passavamo in pace, le ore passate a baciarci al buio, hanno quasi più peso. Gli abbracci e le mani che tremano.
Forse il segreto era semplicemente quello: in un abbraccio eravamo solo in due, tutto il resto era contorno.
Fuori, nell'etere, c'era un intero universo tra noi e un'infinità di probabilità che qualcosa potesse andare storto.
Fino a che ci sarà qualcosa o qualcuno nello spazio tra noi, niente potrà essere "giusto".