Arriva un momento in cui tutto, diventa improvvisamente troppo.
Troppo impegnativo, troppo colorato, troppo frequente, troppo.
Di solito ci sono due scelte:
Rimanere, a denti stretti, incaponirsi per poi finire per rovinare tutto.
Fare un passo indietro, scavare un fossato tra me e te, allontanarsi, stare male, per poi finire per rovinare tutto.
Le variabili non mi sono piaciute per la loro imprevedibilità.
Possiamo mandare a puttane questo momento, questo attimo, in attesa di qualcosa in più. Possiamo viverlo questo momento, a metà e starci male.
Forse entrambe, dobbiamo finire un ciclo che avevamo iniziato l'una senza l'altra.
Per poter cominciare qualsiasi cosa ci sarà tra noi.
Se rimarrà ancora qualcosa.
È una situazione del cazzo, senza vie di uscita piacevoli, almeno io non le vedo.
Però possiamo provarci.
Anche se, vederci meno, riempire i fossati di coccodrilli, cambierebbe davvero qualcosa per quello che io provo per te e tu provi per me?
Tanto lo so, che prima o poi, costruirò un aereo per volare da te, o forse tu nuoterai per arrivare da me, forse costruiremo un fottuto ponte, per ritrovarci e fare di nuovo, l'amore.
Forse quando ci troveremo l'una di fronte l'altra sopra quel ponte, non sapremo nemmeno perché l'abbiamo costruito.
In questo preciso istante, voglio crederci, almeno un po'.
Perché adesso so che forse potrò levarti anche dalla testa,
Ma non riuscirò a estinguere il fuoco dentro lo stomaco, le farfalle hanno una vita troppo breve e poco intensa.
Perché alla pancia non si comanda.
E di solito ha anche ragione.
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