È da ieri che c'è un tempo che non è proprio il massimo. Il classico temporale invernale, freddo e persistente, ventoso in modo incalzante, rincuorante da una parte, almeno così, posso non ascoltare i miei pensieri.
Il classico temporale invernale, durante il quale non vorresti fare altro che stare a letto tutta la notte, a fare l'amore, mentre tutto intorno sembra esserci la fine del mondo.
Invece ti ritrovi a vagare su una spiaggia deserta, bagnata fin nelle ossa, a guardare muri d'acqua che si alzano e abbassano come mura di un labirinto stregato.
Dicono che l'acqua purifica e il freddo sterilizza, ma non dicono niente se funziona anche per la tristezza.
Ora, nel buio, vedo solo i delfini di legno girare in tondo e suonare per scacciare gli incubi.
Sento il vento e sento le onde infrangersi sulla battigia. Come mani accecate dalla tristezza che cercano di aggrapparsi a un granello di felicità, ma scivolano inconsolabili tra le braccia del vento.
Anche se le strade sono vuote, c'è davvero tutto questo silenzio?
Nessun commento:
Posta un commento