mercoledì 27 giugno 2018

Volume

La luna piena che gioca a nascondino con la mia faccia.
Aria fresca, quasi fredda per essere giugno quasi finito.
Silenzio.
Un susseguirsi di immagini e colori, ma in muto.
Solo qualche parola riesce a scappare ogni tanto all'afonia generale, come la luna mostra la sua faccia, ogni tanto tra le nuvole.
Potrei essere in un altro pianeta o in un'altr dimensione e nessuno riuscirebbe ad accorgersi.
Tutto è così fottutamente distante.
Tutto tranne la distanza stessa.
Non riesco ridare volume a niente, ma nemmeno ci sto provando.
Così contenta di essere statica e piatta ma schifosamente insoddisfatta.
Un cardiogramma piatto, emotivamente stabile.
Morto.
Chissà se riuscirà ad arrivare una scarica elettrica prima che il rigor mortis faccia il suo dovere?

Eppure mi chiedo, se alla fine, anche tu guardi ancora la luna ogni tanto.

sabato 16 giugno 2018

Dinamica

"Una delle parti fondamentali della meccanica, che studia il movimento dei corpi in relazione alle cause che lo determinano"

Per una persona schifosamente abitudinaria, anche se le mie abitudini hanno durata più o meno breve, accetto in modo strano i cambiamenti. In un concetto paradossale di accettazione per necessità e di rifiuto di abbandonarsi all'ignoto del cambiamento.
Le persone cambiano come cambiano le abitudini.
Le abitudini cambiano perché cambiano le persone.
In questo preciso momento della mia esistenza, sto subendo quella che in biologia viene chiamata metamorfosi.
Cambiamento dinamico di ciò che si è, per necessità che non dipendono soltanto da noi ma da ciò che ci circonda.
La necessità di adeguarsi alla casella per noi prestabilita da un'infinita serie di probabilità, che collide contro ciò che le possibilità non dicono. Ciò che è ignoto, una sorta di antiprobabilità che per il principio della simmetria quantistica dovrebbe esistere per forza.
La ricerca che di tale antiprobabilità metterebbe a prova l'equilibrio mentale di chiunque, sopratutto di chi è abitudinario.
Chi è statico.
Ma la staticità a questo universo, non sembra andare a genio.
Basta imparare alla volubilità del corso degli eventi.
Perché forse, se di un'infinità di probabilità ci è rimasta questa, un motivo dovrebbe esserci.

mercoledì 6 giugno 2018

I Feel better when the Winter is gone

November was white, December was grey _ Say Hi

Mi è sempre piaciuto l'inverno, il freddo, la neve, i maglioni.
Più o meno fino a quest anno.
L'inverno è solo letargo, rotolarsi nel letto, uscire e congelarsi le dita per rispondere a messaggi che fanno sorridere.
L'estate è il cambiamento.
Decidere di affogare nella pece nera del mare di notte e guardare la luna, stare svegli fino a tardi, guardare le stelle su uno scoglio, fare abbinamenti gastronomici discutibili, rubare baci, togliersi i pochi vestiti rimasti.
Poche persone riescono a capire l'estate.
E la persona che mi ha spiegato l'argomento è l'unica che mi manca ora, anche se é sbagliato, anche se probabilmente è andata avanti, come ho fatto io.
L'estate è bella così. Va bene così, ma rimane un posto vuoto alla mia sinistra sul divanetto del bar.
Manca quel qualcosa di complesso, come tirare un respiro dopo essere stati sott'acqua un'eternità.

Come dicevo, l'estate è cambiamento.
A questo punto l'universo mi sta dicendo che devo svegliarmi dal letargo e aprire i dannati occhi. Il mondo è enorme, e in questo momento non c'è proprio nulla che mi possa tenere ancora legata a questo posto.
Però anche volendo, non posso cancellare le stelle dal cielo.

venerdì 1 giugno 2018

Comfortably Numb

'Well I can ease your pain
Get you on your feet again
Relax
I'll need some information first
Just the basic facts
Can you show me where it hurts?'

Confusamente Annebbiata la mente, mentre gli occhi scrutini nel buio le dita, mentre si muovono sul legno e suonano il metallo, con gli occhi chiusi come se illustrassero il disegno divino.
Come se le note fossero parole gettate a caso, ma senza nessun errore.
Gli occhi senza colore nel buio più nero, alterato dalla luce della luna, cercano ogni movimento, di quelle dita e di quegli occhi chiusi in preghiera, ma senza proferir parola, rivolta all'Universo.
Le mie mani vaneggiano tra il legno e la pelle, mentre continuo a sentire la risonanza del metallo che suona sulle dita,
Mentre l'eco dei corpi ancora caldi, reverbera ancora nella stanza, come una dolce sinfonia silenziosa di una mente leggermente ubriaca colpita d'improvviso da una sindrome di Stendhal.
Paralizzata dalla bellezza di ogni odore e ogni suono, che determina che lì e in quel momento, sia l'unica probabilità possibile in quell'istante.