Sdraiata sull'erba, guardi il cielo, le nuvole che galleggiano, si modificano, mentre tu rimani la sotto, immobile.
È esattamente quello che vuoi fare: Rimanere immobile.
Che nessuno possa turbare la tua quiete, che nessuno ne abbia ricordo.
Dov'è la tua bara di cristallo?
Dov'è la tua mela avvelenata?
Dov'è la tua Regina Malvagia?
Poi mentre lo specchio ti parla, ti vedi vittima sì, ma di te stessa. Sei la Regina che mangia la sua stessa mela.
Ti sei sepellita d'odio e solitudine. Ti dici.
Ma sai di mentire: era amore. L'egoistico pensiero che ci fosse un principe sconosciuto pronto a pararti il culo e amarti.
Era meglio se ti fidavi del cacciatore. Magari era l'unico in grado di portarti via il cuore.
Eppure scappi dal cristallo, segui il
Bianconiglio, cadi nella sua tana, precipiti,
Cadi.
Raccimoli pezzi di te cercando di comporre un puzzle ormai senz'immagine.
Finisce li.
Nel momento in cui chiedi pietà.
Chiedi quiete.
Ma ti svegli urlando in un letto d'ospedale, con gli arti legati, mentre cerchi di scappare.
Invochi.
Ti rendi conto che i tuoi sogni erano una salvezza, ora svanita.
E supplichi il dottore, che ti inietti l'ultima dose di pace eterna.
mercoledì 31 maggio 2017
Favole
lunedì 29 maggio 2017
Fluffy Lights
Un dolore lancinante alla spalla destra, un fuoco che sembra sfiorarmi nell'acqua.
Meduse.
Sono le loro bruciature il prezzo da pagare per poter sentire sulla tua pelle tutta l'estensione di quel mare.
Una sorta di banvenuto dal mondo sottomarino, dove sei ospite non invitato.
È iniziato tutto da un raggio di sole, una brezza calda.
Dai piedi massacrati dai sassi sulla spiaggia, le spalle scottate, le zanzare, la confusione.
Un paio di occhi versi e una mano ingioiellata da svariati anelli d'argento tesa.
E con le onde in lontananza, il sole estivo, decidi di mettere via per sempre i maglioni, non ne avrai bisogno, ti giri verso il sole, dici che la Luna non ha più il fascino che aveva un tempo.
La pelle nuda è il miglior vestito che potrai mai indossare.
mercoledì 24 maggio 2017
Abissi
Guardi il soffitto nel buio della mezzanotte passata.
Non riesci a dormire, per una discussione di cui non ricordi nemmeno il motivo.
Pensi a cos'è la felicità ma non ti ricordi nemmeno più come ci si sente davvero, non quella roba di seconda mano, emozioni masticate e rigurgitate. Sotto questo aspetto assomigliamo ai volatili, viviamo, cacciamo, sperimentiamo e poi rigurgitiamo tutte le emozioni usate su chi ci circonda.
Ti prometti tutti i giorni, di non diventare un patetico reietto, eppure chi sei altrimenti, se ti volti dall'altra parte della felicità, perché vuol dire sacrificio e ricerca?
Ti lasci trasportare dal mare in burrasca, mentendo a te stessa, che la sua, sia una ninna nanna.
Ti trascina lontano, ma il cielo è ovunque uguale.
Contando le stelle non ti renderai di imbarcare acqua prima che sia troppo tardi, ed eccoti li, a galleggiare in mezzo alle onde, ed ecco andare a fondo, insieme ai pezzi della tua barca.
Le stelle cancellate come una scritta sulla sabbia, l'oscurità densa e salata che ti riempie i polmoni, ti fa mancare il respiro, soffochi. Lo sguardo della Luna non può nemmeno vederti mentre vai giù.
Ma toccando l'abisso più profondo del mondo, ti guardi attorno e ti rendi conto che forse vale la pena morire per vedere uno scenario diverso per la tua vita.
mercoledì 17 maggio 2017
Attenti che poi Magari Vi Piace
Mi sono rotta il cazzo del moralismo basato sul "non sono omofobo ma..." o la più datata "non sono razzista ma..." la verità è che nella vostra bolla di perbenismo e moralismo fondato sul puntare il dito verso tutto ciò che è diverso da quello che accettate come cosa normale, è solo chiusura mentale. Come un meccanismo di difesa che scattava quando da bambino venivi lasciato in un posto nuovo o con persone che non conoscevi, iniziavi a piangere, a strillare finché, non arrivava qualche viso conosciuto e ti spiegava come andavano le cose. L'ignoranza si combatte conoscendo, non condannando.
Non è puntando il dito e sputando veleno che salverete il mondo dalla perdizione. Vi nascondete dietro idee che non sono nemmeno vostre, coprendo la vostra codardia dal "è la parola di (inserire una divinità a caso)".
La menate con "un bambino deve crescere con una madre e un padre".
Per cosa? Per avere un padre assente, o non pervenuto, o essere lasciato crescere come erba di campo?
Al bambino non gliene frega nulla del vostro perbenismo di merda e delle vostre teorie infondate.
Vuole e merita amore.
Quindi, sinceramente, il vostro "ma" ve lo potete ficcare su per il culo, ma attenti che poi magari vi piace.
mercoledì 10 maggio 2017
Ti va?
Accade all'improvviso. Da un momento all'altro un periodo della tua vita finisce, così com'era iniziato. Che non te ne accorgi nemmeno, non soffri nemmeno. Eppure un pezzo di te si stacca, una canzone che finisce mentre siete abbracciati in un letto singolo, vi guardate, sapete che non vi appartenete, che è solo un attimo quello. Un attimo che rovinerà tutto poi, ma chissenefrega. Lì per lì non ci pensi nemmeno. Siete concentrati sulla Luna, su quella farsa. Che poi tanto farsa non è perché tu gli hai voluto bene e anche se alla fine è andata com'è andata né bene né male, non provi rancore. Semplicemente come i serpenti cambiano pelle, lo hai lasciato li, durante il tuo tragitto, senza quasi accorgertene. Ogni tanto ti ricordi i bei momenti, la sera, la Luna, i film, le cene, le sigarette, le risate, gli ansimi di soffocati, le mattine troppo strette su un letto singolo. E quello strano inizio e quella strana fine.
Avevamo finito la felicità.
È passata poi.
Adesso abbiamo mandato la nostra poesia a puttane ma andava bene così.
Niente tristezza, solo sguardi persi, che poi chissà se sono ancora appesi i miei disegni.
Se ci dovessimo mai rivedere, alzerei le spalle per dire, ormai è andata così. Ma ne conserverò gelosamente il ricordo, di quella cosa a caso, ma che andava bene così.