sabato 30 settembre 2017

Menzogna

Nonostante le stronzate che dico, gli atteggiamenti da tiranno mancato, so di essere una persona buona, non tutto il giorno tutti i giorni, ma ho il cuore tenero che è già qualcosa.
Il mio carattere il più delle volte è una merda, ma so anche essere quasi dolce, e forse amabile. Ma non è questo il punto.
Il punto è che l'unica cosa che non sopporto sono le menzogne, non le dico a chi voglio bene, ed è una delle poche cose su cui non transigo. Posso accettare tutto o quasi, posso passare sopra qualunque cosa, ma alle stronzate dette, giusto per sentirsi per un attimo il centro del mondo, no.
È inaccettabile.
Il mio "buon cuore" o la mia ingenuità mi portano spesso ad avere aspettative su persone che non meritano un cazzo di niente, e cercare di trovare qualcosa di buono in loro. Spesso ho torto, pochissime volte ragione, ma non è quello il punto. Il punto è che se ho torto, potresti anche morire e resuscitare, non me ne fregherebbe niente di te. Fortunatamente questo, almeno questo, mi viene facile.
Eliminare le persone dalla mia vita.
Un po' come il tiro al piattello.
Un po' come selezione naturale.
Un po' come quando si vomita un drink di merda e si tira lo sciacquone.

giovedì 28 settembre 2017

Bacio della Buonanotte

Il mio quadro preferito è sempre stato "Il Bacio" di Klimt. Quel tipo di bacio, è particolare: trasmette tenerezza, è protettivo, e il bacio consolidato dall'amore.
Non è il tipo di bacio che preferisco però. Non è il bacio che ti tiene sveglio la notte se non viene dato, non è quel bacio che ricevi in modo inaspettato.
Non è il bacio vorace, capace di mordere.
Non è il bacio che ti lascia senza fiato, fa salire la tachicardia, e quando finalmente puoi respirare, alle fine non vuoi nemmeno più farlo.
È bacio che appartiene alla notte, al peccato, che sai che ti manderà all'inferno, perché non c'è niente di casto e inequivocabile.
Eppure tra le fiamme dell'inferno ci bruci già. Ogni suo tocco è una lingua di fuoco, ogni suo morso è un esplosione nucleare sul Sole, che ti spoglia di ogni capacità di pensiero, fino a che non rimane il nero del vuoto cosmico.
E di lei, di lei potrei parlare per ore, chiedendo alla gravità di distrarre il tempo, ma non servirebbe.
Da millenni poeti scrivono della bellezza delle stelle, ma questo non le ha mai rese più o meno belle, semplicemente, ha mostrato ad altri mortali, ciò che sono.

martedì 26 settembre 2017

Alessitimia

Non esistono parole che potrebbero descrivere la felicità. È empirico: quando siamo felici non ci importa cosa ballare, balliamo e basta. Quando non lo siamo, facciamo attenzione alle parole, non alle immagini.
Per questo una foto in bianco e nero, mossa, è il ritratto di felicità. Non ci sono parole, ma sensazioni.
La felicità si concentra sui sensi, la tristezza sulla mente.
Quando senti un odore particolare, o un sapore che ti ricorda un particolare attimo, non cerchi di classificarlo, lo assapori e basta.
Quindi spesso la guardavo, per il gusto di farlo, e quando mi veniva chiesto che avevo, mi sembrava naturale rispondere "niente".
A cosa pensi quando sei felice?

La guardavo, e volevo imprimere ogni centimetro della sua pelle nella mia memoria, così come le stelle nel buio del cosmo.
Ma riesci ad imprimere nella memoria l'infinito?
Per quanto tempo ricorderai le labbra portate dal vento di una notte d'agosto? Forse per sempre, forse sarà un ricordo che tornerà in mente quando meno te lo aspetterai o forse ricorderai tutto ciò con affetto.

Non è forse ironia del destino che ho rincorso la Luna per tutta la vita, per poi trovarla nella sua forma terrena?
È una Luna piena, sul seno destro, una carta astronomica, un'Orsa Maggiore sullo stomaco.

giovedì 21 settembre 2017

Bianco

Il bianco è da sempre stato il colore dell'ambivalenza, se pensi al bianco lo associ al nulla. La realtà è che è l'insieme di tutti i colori, il tutto che ai nostri occhi diventa niente.
Il concetto di nulla si radica così a fondo nel nostro cervello che è impossibile pensare al bianco diversamente.
Forse è la stessa cosa con le emozioni: pensi di non provare nulla, stranamente, galleggiare nell'apatia. Probabilmente, provi tutto.
Del resto il bianco, è il colore delle stelle.

Te ne rimani a galleggiare nella bianca schima e acqua bollente, anestetizzando ogni cosa.
Vorresti stare male, ma non ci riesci, pensi che sarebbe normale piangere, ma sai che non sarebbe giusto.
Ormai è fatta, e tu ci sei rimasta stronza.
Mentre guardi il bianco del soffitto, senza stelle.
Ti prometti che appena avrai freddo, andrai sul tuo scoglio a cercare conforto nel silenzio del vento. 
Perché nel silenzio anche la rabbia è sorda.
Perché le parole sono fottutamente inutili, la logica è un'illusione.
Finché ci sarà un messaggio senza risposta, ci saranno due possibilità contemporaneamente.
Ma se l'assenza di una risposta, fosse la determinante che ha già escluso una possibilità e il dubbio non sia altro che una bugia che dici a te stesso?

giovedì 14 settembre 2017

Ursa Major

Le stelle scandite dalle parole di Lana Del Rey, le onde che mandano vibrazioni in ogni granello di sabbia lavica fino ad ogni granello di cellule che compongono me.
La Luna nascosta dal Teide, mostra le stelle di una spiaggia deserta.
Perché è così dannatamente difficile aprire gli occhi e dire una verità, mentre è così facile mentire davanti a quello che ci importa di più.
E rido, da sola, perché ucciderei per avere quel maledetto maglione, nonostante il caldo a consolarti, una bottiglia di whiskey e una sigaretta. Cos'è il nirvana se non questo?
Fare l'amore con la Luna Piena e l'Orsa Maggiore, ma il desiderio e la realtà non viaggiano sempre a pari passo.
Almeno non più.
Guardando il cielo, vediamo solo il passato di ciò che è già stato.
Come fa l'oroscopo a prevedere il futuro,  se le stelle parlano solo di quello che sappiamo già?
Si arriva alla consapevolezza, nella vetta del dirupo più alto, e la cosapevolezza che lasciarsi cullare dal vento e dall'infrangersi delle onde, per cadere giù e abbandonarsi non è per forza rinunciare a se stessi. Diventare sabbia, vento, mare, stelle, cielo, per poi tornare tutt'uno.
Silenzio.
Ora sei su una spiaggia sicura, il dirupo hai deciso di scenderlo a piedi.
Riuscirai a risalirci ora che vuoi buttarti?
Riuscirai a baciare ogni triangolo delle Bermuda che le tue labbra riusciranno ad incontrare sul loro cammino?
Riuscirai ad imprimire su una tela la bellezza esoterica del cosmo della pelle baciata dal Sole?

E se le stelle cadenti sapessero già il desiderio che vorremmo esprimere?

domenica 10 settembre 2017

Anche Satana va in vacanza

Ci si sveglia, tra il sole, l'oceano e un mal di testa e un altro.
Le musiche spagnole che non ho mai sopportato non sembrano poi essere così male.
Eppure mi mancano le stelle, sopra quelle nuvole di pioggia, il piumone, il freddo dell'aria contro il calore di un corpo nudo, il suo. Anche se sono scenari non ancora vissuti, nemmeno poi così sicuri.
Hai mai sognato qualcosa in modo così vivido, da pensare di averlo già vissuto? Svegliandoti confuso e affamato di un corpo e di una mente che forse non saranno mai tuoi, ma non ti importa, perché non vuoi che qualcuno ti appartenga, non puoi ingabbiare un animale selvaggio, costringerlo alla cattività.
Se vorrà sarà lui a scegliere di rimanere con te, e non c'è possessivitá che tenga.
Puoi comprare una stella, ma quella non sarà mai tua davvero.
Le Stelle, la Luna, il Sole e il Tempo, sono caratterizzati da un qualcosa che li accomuna: la bellezza. Non una bellezza che potrai mai possedere, ma che dovrai accontentarti di ammirare da lontano. 

Così come la bellezza sta nei dettagli più insignificanti, agli occhi di allora, preziosi agli occhi di adesso. Perché il tempo scorre, e noi non diremo nulla che non sia già stato detto migliaia di volte al cospetto delle stelle.
Eppure in quel momento ci sembrano geniali.
Esiste un termine, il Jamais vu, cioè il contrario del De Ja Vu, la sensazione dei mai visto, del mai vissuto, riferito a una situazione già accaduta. Accade, quelle volte in cui guardi una persona e ti rendi conto che i poli in quel momento si sono invertiti, che l'universo ha smesso di girare in un senso, ed ha spostato il suo centro.
Non puoi nemmeno classificarlo, è così e basta.
Capisci che da quel momento hai due scelte: o sarai la persona più felice della terra, o soffrirai le pene dell'inferno.

venerdì 1 settembre 2017

Scoglio

Chissà come mai l'aria di inizio settembre si sente già, nelle ossa perché fa un freddo assurdo. Ma questo è il prezzo da pagare per chi vuole il mare e la canzone delle onde solo per se.
Canzoni urlate alle onde, con parole di libertà, l'unica libertà di emozioni che ti tengono incatenata.
Una bottiglia di vodka, non troppo buona,  ma perfetta per disinfettare incomprensioni.
I silenzi non li sopporto, non li sopporto davvero, eppure sono la prima che sta zitta, quando i pensieri sono talmente tanti ma che se cerchi di afferrarli scoppiano come bolle di sapone.
Un po' come tutto di me. Il mio feticcio per la luna, non è forse riconducibile al mio essere lunatica? Ma non mi importa. I don't give a fuck.
I vent'anni sono fatti per essere dei poeti maledetti dei poveri. Chissà se qualcuno verrà a versare whiskey sulla mia tomba.
Anche quel romanticismo che se ne va dopo, con gli anni, che col senno di poi non ne vale la pena per qualcun'altro, ma in quel momento vale il mondo per te.
E fumi, cercando di soffocare, e tossisci, perché non hai mai imparato a fumare, ti viene da ridere su quello scoglio freddo e umido, mentre guardi le stelle. Speri che inizi a piovere per rimanere li per sempre. Ma il cielo oggi è sgombero. La Luna è ancora lì e rimarrà lì per sempre. Sei tu che cambi. Ti senti sbagliato, nei sentimenti sinceri e giusto quando ti chiudi a riccio tenendo il mondo fuori. Anche se basterebbe solo parlare.
La luna d'argento, è lì che ti guarda, mentre spaventi i pesci con la tua voce stonata. Chissene frega: è il mood di oggi. Ci si sente leggeri a non dover pesare ogni parola sbagliata in modo sincero che dici. Riuscire a dire a parole quello che si ha dentro è difficile, perche nel momento in cui lo dici, quel sentimento, come una magia, cessa di essere così speciale, e ti senti un'idiota a sentirti dire quello che stai dicendo.
La prova è che sei sola, su uno scoglio, con il mare nero come la pece ad ascoltarti, solo perché non capisci la lingua dei sentimenti umani.

Temporale estivo

Un po' come un temporale, quando hai i panni stesi fuori, una volta che fai la lavatrice, che la fai come dio comanda, con perfino l'ammorbidente. Così, in un attimo ti manda a puttane due ore e mezzo di lavoro, che per carità, non hai fatto tu, ma che comunque ti da noia.
Il momento sbagliato è un momento del cazzo. Non importa quando ti ripeti che sta cosa bohemien del post romanticismo che il momento perfetto o quello sbagliato non esiste. Esiste eccome. Ma tu non lo sai da brava testina di cazzo e lo sputtani. Come quando hai sputtanato quella bottiglia che valeva quanto un tuo rene, per il solo gusto di intossicarti il fegato e annegare il dolore che provavi in quel momento. Non è servito, ma allora andava bene così. Ora è lo stesso: parlare ma non riuscire a farsi capire. Il bello è che c'è una parola per questa situazione e l'ho imparata oggi: 'alessitimia'.
Sembra una malattia, una di quelle brutte: un po' lo è. Ma non brutta da morirci insomma.
Ma una volta sputtanato il momento non torna più indietro. Non importa quanto ne sai di fisica quantistica e teorie sui viaggi nel tempo hai studiato. Non servirà mai a niente. Per quanto ti sforzi a recuperare, hai sputtanato tutto.
Ed è la sensazione più brutta del mondo.
Ti senti sperduto senza esserti concesso il privilegio di perderti in chi hai davanti.
Anche se l'attrazione è questione di chimica, così come ogni sentimento umano, come può essere una scienza tanto esatta quanto imprevedibile a reagire secondo regole diverse per ogni individuo?
Come un temporale estivo, così come arrica se ne va, lasciandoti sconvolto, senza aver realizzato cosa sia davvero successo.
Eppure a me i temporali sono sempre piaciuti.