Non esistono parole che potrebbero descrivere la felicità. È empirico: quando siamo felici non ci importa cosa ballare, balliamo e basta. Quando non lo siamo, facciamo attenzione alle parole, non alle immagini.
Per questo una foto in bianco e nero, mossa, è il ritratto di felicità. Non ci sono parole, ma sensazioni.
La felicità si concentra sui sensi, la tristezza sulla mente.
Quando senti un odore particolare, o un sapore che ti ricorda un particolare attimo, non cerchi di classificarlo, lo assapori e basta.
Quindi spesso la guardavo, per il gusto di farlo, e quando mi veniva chiesto che avevo, mi sembrava naturale rispondere "niente".
A cosa pensi quando sei felice?
La guardavo, e volevo imprimere ogni centimetro della sua pelle nella mia memoria, così come le stelle nel buio del cosmo.
Ma riesci ad imprimere nella memoria l'infinito?
Per quanto tempo ricorderai le labbra portate dal vento di una notte d'agosto? Forse per sempre, forse sarà un ricordo che tornerà in mente quando meno te lo aspetterai o forse ricorderai tutto ciò con affetto.
Non è forse ironia del destino che ho rincorso la Luna per tutta la vita, per poi trovarla nella sua forma terrena?
È una Luna piena, sul seno destro, una carta astronomica, un'Orsa Maggiore sullo stomaco.
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