sabato 29 marzo 2014

Follia



<< Ti ho mai detto qual’è la definizione di Follia?>>
Questa è una delle più famose frasi del carismatico Vaas Montenegro dell’universo di Far Cry. Ma qual’è la definizione di follia? Psicologi, psichiatri, psicanalisti, scienziati, filosofi hanno cercato una risposta a questa domanda costruendo teorie più pittoresche che cozzavano una contro l’altra.

<< Follia è fare e rifare la stessa cosa, ancora e ancora, sperando in un cambiamento>>

A questo punto introduciamo il pensiero di Einstein che non ha tutti i torti non credete? Solo un pazzo continuerebbe a persistere in qualcosa  aspettandosi  un cambiamento. 
Da cosa possiamo dedurre che l’azione che stiamo svolgendo è folle?  Dalle regole sociali e morali dettate dalle persone che ci circondano e ci educano. Ma la follia è puramente soggettiva, non esiste una definizione che valga per tutte le persone e tutte le classi sociali. Ai cannibali delle isole sperdute nessuno ha inculcato il fatto che mangiare carne umana è amorale. La loro cultura è fatta così le loro leggi morali lo permettono e la cosa non sembra tanto folle come potrebbe sembrare a noi. Un altro esempio di  una donna che conosco che ha passato anni della propria vita accanto ad un uomo , sperando che questo cambi il proprio carattere, più passavano gli anni e più le sue convinzioni si affievolivano, ma la speranza restava, e lei continuava a restare accanto a quel uomo che non era adatto a lei. Dobbiamo quindi dire che la speranza è sinonimo di pazzia? Credo che in alcuni casi lo sia. Avere speranza in casi disperati come una terribile malattia ad esempio può essere vista come un gesto di coraggio. Quante persone che avevano o hanno il cancro hanno il coraggio di continuare a sperare, sono molte, per questo forse dobbiamo reputarle folli?
Una persona può essere definita folle perchè segue convinzioni morali: cambiare paese per ricominciare tutto da zero, decidere di liberarsi dei margini imposti dalla società, godersi i piaceri della vita.

Vedete quante facce ha la follia? Può essere un gesto amorale, speranza, coraggio, cambiamento.
Per quanto riguarda il mio parere la follia è unicamente dettata dalla logica e società che non accetta le scelte a volte svantaggiose o altruiste degli altri. Tutto quello che è illogico o immorale diventa automaticamente folle. Ma preferisco essere definita folle senza avere restrizioni nella mia vita piuttosto che essere ritenuta “normale” e avere una vita noiosa e priva di senso. Perciò aprite gli occhi e guardatevi intorno tutto è folle, basta saperlo accettare.



M.

giovedì 27 marzo 2014

Amore, principe o rospo?

Sin da quando ero bambina ho sentito Fiabe come Cenerentola, Biancaneve, la Bella addormentata nel bosco, la Sirenetta e mille altre. E in tutte queste  le fiabe si ha un lieto fine, tute le principesse trovano il loro principe che le salva e le sposa e “vivono per sempre felici e contenti”. La cosa non mi entusiasmava da bambina come non mi entusiasma ora, per questo, la mia fiaba preferita rimane Shrek, è la storia più realistica di tutte. Bisogna conoscere la persona che si ama, ci si innamora dei difetti e dei pregi, si fa di tutto per essere all’altezza della persona amata. Ma nonostante questo spesso non basta e il rapporto diventa una “prova” da superare attraverso litigi, discussioni, anche separazioni a volte. Per vivere per sempre felici e contenti, non basta incontrare il prorpio principe azzurro, ma conoscerlo, accettarlo, sopportarlo.  Ragazze di tutte le età si innamorano della parola amore, sopportando anche quel principe che assomiglia più a un rospo che nemmeno con un bacio riesce a cambiare il proprio modo di essere.  E fanno male! Passano parte della loro vita, o anche tutta la loro vita soffrendo, nascondendo il dolore con una maschera di finto romanticismo. La popolazione maschile non è cosi piccola quanto sembra.  Magari il vostro rospo è da qualche parte nascosto o vicino a voi. Ma non tutti i rospi si rivelano principi perciò attenzione, a volte il migliore Happy End è sempararsi e vivere felici uno lontano dall’altro.


M.       

martedì 25 marzo 2014

Dove il “normale” è più importante del “felice”


Ho sempre pensato che dentro ogni donna ci sia una piccola o grande parte attratta dalle persone dello stesso sesso.  Anche io alcune volte ho avuto la curiosità di sperimentare, avere esperienze sempre nuove. Più volte ho detto al mio migliore amico di essere attratta dalle ragazze, io, che sono etero convinta. 
Le più coraggiose  osano, le più tradizionaliste seppelliscono I propri sentimenti “proibiti” negli abissi della propria coscienza, per paura di essere giudicate male dalla società o dalla famiglia che ancora guarda con diffidenza verso le coppie che hanno una relazione con lo stesso sesso. Molti paesi ancora sono molto “tradizionalisti” e puritani nell’affrontare l’argomento, per  “colpa” del modo di pensare inculcato dalle generazioni precedenti, dalla religione, o dalla massa delle persone che semplicemente odiano tutto ciò che è diverso. Questi pensieri fanno regredire la società ad uno stato di massificazione dove tutti devono essere fotocopie di altri. Dove le famiglie siano come quella della pubblicità della Nutella o del Mulino Bianco. Purtroppo la famiglia è tutt’altro che perfezione. Credo che il matrimonio sia riassumibile in una sola parola “imperfezione”. Ma di questo ne parleremo in un altro articolo, non divaghiamo troppo. Molti paesi giovani come Francia, alcuni stati degli USA,  il Canada e pochi altri purtroppo, hanno legalizzato I matrimoni tra persone dello stesso sesso e ancora meno paesi hanno reso possibile che queste persone abbiano il sacro diritto di avere una famiglia. In Italia portroppo se non ci distacchiamo dall’influenza che ha la Chiesa Cattolica sul paese e sopratutto sugli italiani e il loro modo di vedere il mondo, non potremmo dire che nel nostro modo di pensare sia più importante la parola “normale” che la parola “felice”. Per come vedo io il mondo e le altre persone,  l’importante è essere felici nella propria vita: il tempo scorre a ritmo sempre più veloce, chissà forse, per chi crede nella reincarnazione, avremo un altra vita per rimediare al tempo infelice, ma per come la vedo io, non si può essere così codardi da rimandare tutto all’infinito. La vita è una sola, siate felici fino a che potete, fino a che avete la forza di fare pazzie, fino a che non potrete dire con coraggio “ sono orgoglioso di aver avuto il coraggio di passare una vita così e non avere rimpianti”. Siate felici ora! E regalate la felicità alle persone intorno a voi anche quelle che non conoscete. Perchè guardare con diffidenza e disprezzo persone che si amano? Perchè rendere la loro vita triste solo perchè voi non avete il coraggio di liberarvi dalle catene morali imposte dalla società e religione? Perchè è questa la realtà, il resto sono scuse. Ma queste sono scelte della vita.  Purtroppo il mondo non è una telenovela argentina, e se per caso lo fosse qualcuno licenzi lo sceneggiatore.
Peace & Love

M. 

Cosa ci spinge a scrivere

Mi sono sempre chiesta cosa spinge le persone a scrivere libri, riviste o poesie... inanzitutto, scriviamo quello che conosciamo o su cosa possiamo dare un parere personale. Io, come molte persone che conosco, ho diversi pareri per lo stesso argomento, e spesso questi pareri sono diversi se non addirittura contrastanti, e questo mi ha reso difficile esprimere quello che penso. ma ora mi sono detta, perchè non scrivere, mettere nero su bianco i miei pensieri, pareri? per questo se ad un tratto, mentre leggete quello che scrivo, vi sentite confusi, spiazzati e avete la sensazione che io stia soffrendo di personalità multipla, non preoccupatevi, soffro solo di pareri multipli. ma questo ufficialmente non è un disturbo mentale no?
M.