domenica 18 dicembre 2016

Asintoto

Asintoto: In geometria, retta alla quale una curva che si estende all'infinito si avvicina indefinitamente senza mai raggiungerla.


La tua era solo una scusa,


L'ho capito solo ora,


Non spreco nemmeno fiato


Per cercare di capire


Del perché, tu l'abbia fatto.

Solo rabbia nel silenzio


a soffocare


Ogni dubbio.


Per ricordare ogni dolore.

Eravamo come due rette parallele che si incontravano all'infinito,


ma la fine


di un asintoto


era meno distante


di quello che poteva sembrare.

Ma forse


era meglio lasciare stare.

Lasciare morire


Quel sentimento insulso


Che tanto faceva battere


                                               E straziava,


quel pezzo di ghiaccio,


Che era il mio cuore.

mercoledì 14 dicembre 2016

Orgoglio, Trasgressione e Stabilità

C'era il tempo in cui l'Irrealismo era amante dell'Orgoglio, la passione li bruciava, senza che loro sentissero dolore, l'uno si perdeva negli occhi dell'altra.
Persino il Tempo scorreva lento e pigro, per osservare meglio le alte fiamme del loro amore. Guardavano il mondo scorrere, e si sentivano protetti, come se nessuno al mondo avesse potuto sfiorarli mai, guardavano da dietro le fiamme e continuavano ad amarsi. Si avvicinarono forse troppo al fuoco vivo, fino a bruciarsi e urlarono di dolore.
Le loro straziate grida si levarono al cielo, tanto che la Realtà accorse e contaminò con il Dubbio la mente dell'Irrealismo,che cominciò a giardare Orgoglio con un altro sguardo, con un punto di fuoco sempre più lontano, fino a che le fiamme si spensero completamente.
L'Irrealismo voltò le spalle al suo amante Orgoglio che sfidando la Realtà e il Dubbio, urlante di dolore, si accartocciò su se stesso.
Quando si rialzò da quel dolore, nessuno lo riconobbe più, prese le sue cose e se ne andò senza voltarsi indietro, così come prima aveva fatto la sua amata con Lui. Da quel momento diventò Penitenza e nessuno lo vide più.

Irrealismo si perse dentro il Dubbio, incontrò la Libertà, ma non si accorse che un pezzo di lei se ne era andato per sempre. Come due zingari, il Dubbio e Libertà distoglievano lo sguardo di Irrealismo dall'orizzonte buio, laddove Penitenza si stava allontanando. Convinta che Lui ormai non la amasse più.
Tra mille volti, tra duemila occhi, Irrealismo vide Stabilità e ne rimase incantata. Come una crisalide, rinaque come Repressione, ma con una pace interiore nuova, per quanto finta potesse essere, ma non se ne curò.
Dentro la calma piatta di Stabilità, ben presto cominciò ad annegare, tirata a fondo dal peso della Realtà.
E proprio laggiù, vicino al fondo dell'Abisso,  guardò in alto e rivide quel colore, quello stesso colore degli occhi del suo amato e capí che non era la Stabilità quello di cui aveva bisogno. Si liberò da quelle mani riemergendo come Naufragio.

Arrancando tra sabbia e conchiglie rotte, avanzava verso la terraferma annaspando voracemente aria nei polmoni.
La calma piatta di Stabilità si era rivelata una montatura. Ora voleva solo un sorso d'acqua e una boccata d'aria.
Più si lasciava trasportare dalle sue gambe malferme all'interno della foresta, più saliva la voglia di perdersi dentro quella foresta, dentro al suo caldo abbraccio.
Fu dentro la foresta che trovò riparo, quasi allo stremo delle forze, dentro a un vecchio ritrovo per pirati. Fu proprio li che incontrò Trasgressione. Lo guardava con curiosità quasi morbosa, nel suoi occhi scuri c'era qualcosa di ipnotico. Li dentro smise di sentire il peso della Realtà, dissipando il Dubbio. Diventarono amanti da subito, senza che nessuno dei due venisse travolto da alte mura di fuoco, in un modo completamente diverso. Erano amanti ma senza amarsi. Mentre Trasgressione trascinava l'Irrealismo, fino a diventare Perdizione. Ed era quello che Perdizione aveva bisogno di essere in quel momento.
Più si lasciava attraversare da quei Vizi, più le veniva in mente Penitenza, i tempi ormai andati.
In quel periodo scoprì, tuttavia, l'Amicizia, ma con lo sguardo fisso sull'incognita dell'Amore. Era Lui quello di cui realmente aveva bisogno.

mercoledì 7 dicembre 2016

Silentium

Silenzio.
Mentre ingoi un quantitativo di pillole sufficiente per mandare in arresto cardiaco un cavallo.
Li senti scendere, piccoli, amari carri armati esploratori, giù per la tua gola.
Stenditi, mettiti comodo, non c'è fretta, lo spettacolo sta per iniziare o per giungere a termine, questo dipende il modo in cui guardi le cose, ma chiudi pure gli occhi non c'è niente che tu possa o debba vedere.
Senti il tuo stomaco assorbire i piccoli carri armati?
Senti il tuo sangue impregnarsi di diazepam?
Dimmi che cos'hai nel sangue e ti dirò chi sei.
Senti il sangue scorrere e irrorare i muscoli, li senti farsi di colpo pesanti?
Lo senti il tuo fegato ingrossarsi leggermente e le tue pupille dilatarsi?
Pensa all'insufficienza epatica.
Guarda anche insufficienza renale.
Dai un occhio anche ad arresto cardiaco.
Lo senti quel sospetto formicolio al braccio sinistro?
Vedi anche principio di ictus.
Potrebbe essere una morte veloce, ma non è questo il momento.
Concentrati sul diazepam, l'ictus in questo momento è l'ultimo dei tuoi problemi.

I calmanti infondo sono solo moda.
Stressarsi fino a strafarsi di relax tutto in una volta.
Vedi anche attacchi di panico.
Guarda anche depressione e tentato suicidio.

Diventeranno moda le esperienze usate.
Hai mai pensato di dover vivere una determinata esperienza sensa però viverla davvero? Scalare l'everest senza fare tutta quella dannata fatica? Vivendo solo delle emozioni di chi compie l'azione?
Geniale vero?
Vorresti provare l'ebbrezza della droga ma senza avere danni permanenti al tuo corpo?
Sarebbe masticare qualcosa già masticato in precedenza, che sapore potrebbe mai avere?
Vorresti davvero infilarti quello schifo in bocca?

Ma tu lo sai qual'è la differenza tra uno scrittore e un amatore?
Lo scrittore non si fa scrupoli a scrivere di tutto senza paura alcuna di risultare "political-incorrect". Non gliene frega dell'opinione che può suscitare, perché il suo lavoro è proprio quello, esporre il suo punto di vista, non accettarne altri.
Se no farebbe l'opinionista.

Il valore di uno scrittore si misura nell'intensitá delle emozioni che può farvi provare da un esperienza "masticata" in precedenza da lui. Un po' come un picco di seconda mano che vi incanalano.
Quanto vi sentite immersi nella disperazione di un'anima perduta sul ciglio di un cornicione?
Siete capaci di immedesimarvi nelle percezioni distorte di un tossico?
Sei capace di rimanere sobrio e vedere il punto di vista di un alcolizzato?

Lo senti ancora quel sospetto formicolio?

giovedì 1 dicembre 2016

Perle

Ci sono persone fatte per essere amate tanto intensamente, in un lasso di tempo troppo breve per contenere tutta quell'intensità. Tutto quell'amore che ti travolge fino a farti stare male, fino a farti perdere la via, fino a bruciarti, non semplici scottature, ma bruciature mortali, quelle che non guariscono mai.
Ti svegli che ormai è tardi, guardi quei maledetti occhi color mare in tempesta, vedi che per quegli occhi il centro dell'universo conosciuto sei tu, eppure no, non ti basta. Volti le spalle a quell'amore così grande e soffocante, abbracci la solitudine. Non volendo, bruci anche chi ti ha amato ciecamente fino a quel momento. Pesti quei sentimenti così puri, perché non riesci più a sopportarli, perché ti straziano la mente e il cuore, preferisci il Nulla. Così ti fai in mille per tenere la tua mente lontana da quei ricordi, credi di innamorarti di nuovo, credi di essere felice nella solitudine. Menti a te stesso fino al momento in cui ti scopri un relitto umano.
Ti guardi allo specchio e vedi, che nei tuoi fottutissimi occhi, al centro del tuo universo c'è Lui. Ma ormai è tardi.
Ci sono persone che ci rendiamo conto di amare solo quando se ne vanno irreversibilmente dalla nostra vita.
I ricordi prendono vita proprio in quel momento, e le cicatrici si trasformano in carne viva. E ti ritrovi in quella tempesta da solo, senza nessuno con cui condividere quel fottutissimo dolore.
Forse non se ne andrà mai quel dolore. Forse, rimarrà per sempre una piccola brace sul fondo, pronta a ricordarti cos'è l'amore e che cos'è la felicità. A sottolineare che hai perso entrambi.

Mentre nelle mani ti rimangono solo le Perle di quel mare tempestoso.
Sai che continuerai a cercare il tuo riflesso e quegli occhi color mare in tempesta.