C'era il tempo in cui l'Irrealismo era amante dell'Orgoglio, la passione li bruciava, senza che loro sentissero dolore, l'uno si perdeva negli occhi dell'altra.
Persino il Tempo scorreva lento e pigro, per osservare meglio le alte fiamme del loro amore. Guardavano il mondo scorrere, e si sentivano protetti, come se nessuno al mondo avesse potuto sfiorarli mai, guardavano da dietro le fiamme e continuavano ad amarsi. Si avvicinarono forse troppo al fuoco vivo, fino a bruciarsi e urlarono di dolore.
Le loro straziate grida si levarono al cielo, tanto che la Realtà accorse e contaminò con il Dubbio la mente dell'Irrealismo,che cominciò a giardare Orgoglio con un altro sguardo, con un punto di fuoco sempre più lontano, fino a che le fiamme si spensero completamente.
L'Irrealismo voltò le spalle al suo amante Orgoglio che sfidando la Realtà e il Dubbio, urlante di dolore, si accartocciò su se stesso.
Quando si rialzò da quel dolore, nessuno lo riconobbe più, prese le sue cose e se ne andò senza voltarsi indietro, così come prima aveva fatto la sua amata con Lui. Da quel momento diventò Penitenza e nessuno lo vide più.
Irrealismo si perse dentro il Dubbio, incontrò la Libertà, ma non si accorse che un pezzo di lei se ne era andato per sempre. Come due zingari, il Dubbio e Libertà distoglievano lo sguardo di Irrealismo dall'orizzonte buio, laddove Penitenza si stava allontanando. Convinta che Lui ormai non la amasse più.
Tra mille volti, tra duemila occhi, Irrealismo vide Stabilità e ne rimase incantata. Come una crisalide, rinaque come Repressione, ma con una pace interiore nuova, per quanto finta potesse essere, ma non se ne curò.
Dentro la calma piatta di Stabilità, ben presto cominciò ad annegare, tirata a fondo dal peso della Realtà.
E proprio laggiù, vicino al fondo dell'Abisso, guardò in alto e rivide quel colore, quello stesso colore degli occhi del suo amato e capí che non era la Stabilità quello di cui aveva bisogno. Si liberò da quelle mani riemergendo come Naufragio.
Arrancando tra sabbia e conchiglie rotte, avanzava verso la terraferma annaspando voracemente aria nei polmoni.
La calma piatta di Stabilità si era rivelata una montatura. Ora voleva solo un sorso d'acqua e una boccata d'aria.
Più si lasciava trasportare dalle sue gambe malferme all'interno della foresta, più saliva la voglia di perdersi dentro quella foresta, dentro al suo caldo abbraccio.
Fu dentro la foresta che trovò riparo, quasi allo stremo delle forze, dentro a un vecchio ritrovo per pirati. Fu proprio li che incontrò Trasgressione. Lo guardava con curiosità quasi morbosa, nel suoi occhi scuri c'era qualcosa di ipnotico. Li dentro smise di sentire il peso della Realtà, dissipando il Dubbio. Diventarono amanti da subito, senza che nessuno dei due venisse travolto da alte mura di fuoco, in un modo completamente diverso. Erano amanti ma senza amarsi. Mentre Trasgressione trascinava l'Irrealismo, fino a diventare Perdizione. Ed era quello che Perdizione aveva bisogno di essere in quel momento.
Più si lasciava attraversare da quei Vizi, più le veniva in mente Penitenza, i tempi ormai andati.
In quel periodo scoprì, tuttavia, l'Amicizia, ma con lo sguardo fisso sull'incognita dell'Amore. Era Lui quello di cui realmente aveva bisogno.
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