lunedì 20 marzo 2017

Fumo.

Ed ora che sei scalza sul freddo balcone, con indosso solo fumo di sigaretta, il freddo che entra nelle ossa, il corpo che brucia ancora di calore.
E ti chiedi ancora se la felicità non sia altro che una leggenda metropolitana, qualcosa inventato per far salpare milioni di giovani sognatori.
Te ne stai lì in piedi, a piedi scalzi e ti chiedi cos'è la vita.
Fuori è notte, e le stelle brillano giocando a nascondino tra le nuvole, silenzio, a parte qualche schiamazzare di giovani ragazzi. Un po' come te.
Cosa succederebbe se scoprissimo che la felicità non fosse altro che un modo per autodistruggerci, lentamente, godendo ogni attimo di dolore?
Te ne stai li in piedi, chiedendoti del perché sei lì da sola, del perché la metà del tuo letto è piena, forse per affetto, probabilmente per ripicca. 
Ti chiedi perché non riesci a dormire, per quel costante senso di nausea per le troppe parole non dette, che ora vogliono solo essere vomitate ora che non riesci a digerirle.
Del perché non scrivi, non riesci a mettere due parole in croce. Un po' come averle sulla punta della lingua e non riuscire a costringerle a uscire fuori.

Ti chiedi perché quando dici addio non te ne rendi veramente conto, fino a quando non è troppo tardi.

Ti chiedi perché tutto può svanire in un attimo, come fumo di sigaretta, mentre la spegni e torni a scaldarti tra le coperte, perché tanto ormai, niente ha importanza.

mercoledì 8 marzo 2017

Stalin si rivolta nella tomba

Tutti comunisti con il culo degli altri. Vedo comunisti dalle belle scarpe laccate, che difendono con i denti il loro stato di benessere.
Chi si da al capitalismo ma continua a starnazzare idee e ideali comunisti. Manca perfino quel minimo di amor proprio e coerenza. Ma credo che tra i comunisti abbiano una dignità che vale per tutti. Non esiste né esisterà mai una società perfettamente comunista. Socialista sì, ma comunista nel senso stretto del termine, questo mai. Perché per natura siamo capitalisti. Vogliamo assicurarci il nostro benessere e quello dei nostri figli. Le inutili puttanate che mettono tutti sullo stesso piano, non funzionano. Non hanno funzionato nel 1917 e non funzionano oggi.

martedì 7 marzo 2017

Parole.

Esordiamo dicendo che un individuo non ha bisogno di nessuno fuorchè di se stesso, ma non ci accorgiamo che tutto il nostro mondo è creato con cose che da sole non varrebbero nulla. Prendiamo in considerazione la nostra ligua corrente, fatta da parole che hanno dietro una provenienza e storia etimologica. Senza le lingue antiche il nostro modo di esprimerci oggi non esisterebbe. Saremmo ridotti ad un branco di animali, primitivi, che si esprimono con versi e sibili.
Prendete la frase stessa, fatta da più parole, le quali sono fondamentali per dare un senso a quello che stiamo dicendo.
Basta togliere una sola parola alla frase e tutto cambia. Basta cambiarne un'altra ed ecco, che tutto il senso viene stravolto.
Così con le persone. Siamo chi frequentiamo, chi scegliamo di frequentare. Senza una persona il nostro piccolo ecosistema cambia, non rimane mai lo stesso, man mano che le nostre amicizie cambiano.
Ma se si sceglie di rimanere completamente soli? Si diventa niente, come una parola detta al vento, sconnessa da qualsiasi senso. Siamo qualcosa, ma che non è definito, siamo, ma non serviamo proprio a niente.
Quando scegliamo di essere niente, qualunque cosa diventa più facile.

domenica 5 marzo 2017

Mea Culpa


"It's the beginning of the end, so you might as well set fire to your friends"
                           "Shotgun Mounthwash"

Un'altra notte insonne, probabilmente.
Una sigaretta in bocca e in mano un sacchetto con cibo spazzatura che nemmeno mangerai.
Passo svelto, nella brezza notturna, per il semplice gusto di camminare, semza un meta precisa.
I rilassanti aiutano a tenere a freno ogni pensiero troppo negativo o troppo nocivo.
Solitudine forzata, affrontata con una scrollata di spalle.
Cosa dovresti dire per una difesa che nessuno si prenderà mai la briga di ascoltare? Che è andata come è andata. Che qualunque cosa sia successa è una mia totale responsabilità? O che forse non lo è per niente?
Che non avevo e non ho intenzione di aspettare con le mani in mano, che in questo tempo non ho mai avuto nessuna certezza, e che quando l'ho avuta, allora è stato diverso.
Che tutto ciò che poteva essere sputtanato, lo è stato.
Ripensandoci, qualunque mia relazione, finisce nell'oblio. Quasi come un suicida che salta nel vuoto di un precipizio.
E si ritorna da capo.
Probabilmente sono sbagliata. Non ho quella che viene chiamata empatia. Non ho il senso del "buon costume". E diciamocelo, non è che ci tengo particolarmente ultimamente. Anche se ho sempre provato ad essere una brava persona, ma per quanto mi sforzi, non lo sarò mai. Non sarò una brava ragazza, una brava compagna di corso, una buona vicina di casa, una buona fidanzata.
Forse troverò uomo o donna, che riuscirà a capire ed accettare il mio casino. Altrimenti mi sa proprio che rimarró sola. Non che la solitudine mi spaventi più comunque, ci si fa l'abitudine.
Se ho urtato la sensibilità di qualcuno o la urterò nel futuro prossimo, probabilmente chiedo scusa o probabilmente no, tutto sta nel sapere se le accetterete o no.

sabato 4 marzo 2017

Solitudine e Silenzio.

Una rabbia ormai fredda, trasformata come ossidiana dalle onde del mare in burrasca.


Dolore lontano e silenzio, scandito a tempo dell'infrangersi delle onde, che ricorda di sé ad ogni respiro.


Sola in un sentiero dove solo chi conosce le maree può avventurarsi, con il vento che ullula e il mare sempre più impetuoso.


Nessuna voglia ormai di argomentare nulla, né parlare, né uscire. Semplicemente sembrano solo parole vuote, buttate al vento, non quelle di cui avrei realmente bisogno, ma che puntualmente si nascondono dietro ad un silenzio tombale.


Vuoti sembrano i discorsi della gente, vuoti gli sguardi, vuoti gli occhi che mi fissano la mattina nel mio rifleso. Eppure non è cambiato nulla, ma è cambiato radicalmente tutto, stupido chi pensa il contrario.


Stupida me, che mi sono illusa nel contrario.


Stupida, perché quando si pensa di aver perso tutto, si rischia di perderlo davvero, con solo due colpi di lama. Basterebbero per diventare una persona nuova, basterebbero per rinascere di nuovo.


E quando tutto ciò che ancora non hai perso inizia a scivolarti via dalle dita, mentre la tua coscienza scorre, negli ultimi attimi di lucidità decidi di non scegliere, e ricominci da capo ad essere in balia del temporale.

Ancora almeno per un giorno soltanto.

E quando il mare si calmerá, forse tornerà a sorgere il sole.


venerdì 3 marzo 2017

Notte senza Luna


Sono le scelte che facciamo a renderci liberi, non è la capacità di compierle.
C'è chi sceglie di amare.
C'è chi sceglie di crogiolarsi nel dolore.
C'è chi sceglie l'indifferenza.
C'è chi sceglie la felicità.
Chi la solitudine.
Indipendentemente dalle scelte che facciamo, però, avranno luogo determinate situazioni, che ci condizioneranno nelle scelte future.

Si può definire perciò che il libero arbitrio che tanto professiamo non sia altro che il risultato dello scarto delle infinitesime possibilità del come potrebbero andare le cose, della casualitá?

Forse l'unica cosa che ha davvero importanza è il come scegliamo di viverle.
Come scegliamo di dimenticare o di imprimere per sempre nella nostra mente la perdita, amici, amori, attimi, occasioni.
Indurirci o rimanere fragili.
Scegliere la perdizione o l'innocenza. Sbranare o lasciarsi sbranare.
Dare ascolto alle malelingue o ignorarle.

Eppure, non ci è sempre dato scegliere, l'epilogo di una battaglia può essere scritto anche da un giullare, che anche inventandosi il finale verrà creduto, se gli si presta ascolto.

Si smette di recitare, calano i sipari, nel momento in cui la Luna smette di guardarci con malinconia e mostra la sua faccia oscura.