Una rabbia ormai fredda, trasformata come ossidiana dalle onde del mare in burrasca.
Dolore lontano e silenzio, scandito a tempo dell'infrangersi delle onde, che ricorda di sé ad ogni respiro.
Sola in un sentiero dove solo chi conosce le maree può avventurarsi, con il vento che ullula e il mare sempre più impetuoso.
Nessuna voglia ormai di argomentare nulla, né parlare, né uscire. Semplicemente sembrano solo parole vuote, buttate al vento, non quelle di cui avrei realmente bisogno, ma che puntualmente si nascondono dietro ad un silenzio tombale.
Vuoti sembrano i discorsi della gente, vuoti gli sguardi, vuoti gli occhi che mi fissano la mattina nel mio rifleso. Eppure non è cambiato nulla, ma è cambiato radicalmente tutto, stupido chi pensa il contrario.
Stupida me, che mi sono illusa nel contrario.
Stupida, perché quando si pensa di aver perso tutto, si rischia di perderlo davvero, con solo due colpi di lama. Basterebbero per diventare una persona nuova, basterebbero per rinascere di nuovo.
E quando tutto ciò che ancora non hai perso inizia a scivolarti via dalle dita, mentre la tua coscienza scorre, negli ultimi attimi di lucidità decidi di non scegliere, e ricominci da capo ad essere in balia del temporale.
Ancora almeno per un giorno soltanto.
E quando il mare si calmerá, forse tornerà a sorgere il sole.
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