venerdì 9 novembre 2018

Sobria

Da che ricordo, da quando ho sentito il vuoto incolmabile, l'ho sempre cercato di affogare in qualche maniera. Solitamente con qualcosa di alcolico che mi rendesse annebbiata abbastanza da non sentire nessuna terminazione nervosa.
Ora ho quasi smesso di bere del tutto, forse sto crescendo, forse il mio corpo dice che è ora di smetterla per qualche meccanismo di autocoservazione.
Forse non ne ho più bisogno.
Anche se in questo preciso momento desidero avere un super alcolico qualunque, solo per poter organizzare le parole in modo che siano comprensibili i miei sentimenti.
Non c'è musica, e non c'è armonia.
Sono solo pensieri buttati alla rinfusa.
E la mia musa, è la da qualche parte che cattura mosche, dove di mosche non ce ne dovrebbero essere.
È qui che sono sempre caduta di faccia.
Ho sempre scambiato per amore, l'ispirazione che le persone intorno a me mi riuscivano a dare. Quel regalo immenso che trovavo in mezzo a dettagli che nemmeno loro pensavano di avere.
Iniziavo a non averne mai abbastanza, come una sete inestinguibile di conoscenza, di movimenti, di parole, musiche.
Magari l'ispirazione e l'amore sono due cose completamente diverse o forse sono la stessa cosa.
A modo mio, ho amato ognuna di quelle persone, che in qualche maniera sono riuscite a smuovere qualcosa che prima era statico.
Al momento mi sento una pazza che lancia frasi sconclusionate, cose senza senso.
Ma giuro che perdono credibilità solo nel momento in cui le scrivo.
Credo che con la sobrietà, la differenza tra periodico e duraturo, tra ispirazione e amore si sia fatta più netta.
È un tipo diverso di perdizione che sto cercando.
Nel mio cuore non c'è incisa nessuna faccia, nessun nome.
È terra di nessuno.
La felicità non riguarda la tranquillità ma la pace.
Perché l'ispirazione è densa, spossante, troppo tumultuosa per un anima sensibile.
È il prezzo della creatività.
La tranquillità, è in un letto a Bologna.
Ma la pace ha la forma dei lividi al chiaro di una sigaretta a Forlì.
Perché devi dare ogni briciolo di energia che hai nel corpo per poter creare qualcosa di bellissimo.
Dalla quiete non nasce nulla.