sabato 28 luglio 2018

Pioggia

Gli odori mi hanno sempre dato l'impressione più veritiera delle persone.
Credo sia una questione di compatibilità genetica di qualche tipo. Siamo portati a rincorrere un certo tipo di odori, un certo tipo di feromoni.
Per quanto strano possa essere, ma sono anche convinta che gli odori abbiano un legame nel modo in cui le persone percepiscono se stessi e gli altri. Forse addirittura un modo diverso di vedere le cose.
Veniamo richiamati come animali, da quell'odore che non se ne vuole andare dalle narici, ma che anzi, continui a cercare anche quando se ne va.
Senti la pelle tendersi al passaggio delle mani fatte d'aria, mentre la tua mente proietta ciò, a cui associ maggiormente un odore.
Perché, come potresti descrivere un odore se non con un'immagine?
Senti quasi il calore di quelle mani immaginarie. La visione di occhi così chiari da volerci affogare dentro.
Perché se è vero che l'anima sta negli occhi, dagli occhi blu vedi ogni cosa.
Anche se nello stomaco, hai comunque la sensazione che, tu che vedi, non riesca a cogliere completamente l'immagine di chi c'è dentro.
Ti vengono in mente mille canzoni, di quelle che hanno cantato e scritto persone nate e morte prima della tua nascita, ma che portano l'emblema e la carica della rivoluzione sessuale.
Che in quel frangente di attimo sembra fermarsi solo per amplificarsi a dismisura.
Fermi.
Le mani, i denti, le bocche, e perfino le lingue, come calde lumache, che lasciano la scia di leggere scariche elettriche, come piccoli temporali, su per il collo, viaggiando giù fino all'ombelico.
Perché poche persone capiscono la pioggia, il leggero raffreddamento del resto del mondo, il riscaldamento dei corpi. Chi la capisce, esce al primo accenno di gocce, si espone, si bagna.
E Mentre rimani lì, sotto la pioggia a fare le chiacchere, come se fosse la giornata più bella dell'estate, senti quell'odore.
Fatto di pioggia su asfalto caldo.
Il temporale estivo.
E come un temporale estivo, non sappiamo quanto potremmo durare.
Ed è lì il bello.
Perché infondo, io e lui, potremmo essere questo: pioggia, pelle salata, tabacco e metallo.

giovedì 12 luglio 2018

Notte

You want it darker - Leonard Cohen

La notte è quel silenzio che non è così fottutamente artificiale, quello che non ti fa sentire nient'altro che i tuoi pensieri. È il silenzio che ti fa ascoltare quello che alla luce del sole non ha importanza.
Ti sei mai fermato ad ascoltare il respiro di qualcuno con il sole ad accecarti?
La notte è buia, per farti percepire quello che gli occhi rifiutano, ma che la pelle esige.
La notte è nuda, per farti sentire ovunque l'alito del vento che lambisce ogni pezzo di pelle che hai addosso.
La notte è una linea nera su un foglio bianco, una linea di un nudo, che nemmeno conosci e nemmeno ti interessa, ma che al momento condivide con te la luce della luna.
La notte ha il sapore del vino e delle labbra che sanno di sigaretta.
La notte non ha pretese, è dove le promesse valgono solo la posizione delle stelle.
La notte è l'istante, quello che non ha importanza al futuro ma che è fomdamentale ora.
Guardatevi perciò, dal condividere la notte con qualcuno che non capisce le volte celesti e che non vuole sentirsi piccolo dalla grandezza del suo ego.
Perché eppur si muove, la nostra anima attraverso ciò che il sole non vede.