domenica 10 settembre 2017

Anche Satana va in vacanza

Ci si sveglia, tra il sole, l'oceano e un mal di testa e un altro.
Le musiche spagnole che non ho mai sopportato non sembrano poi essere così male.
Eppure mi mancano le stelle, sopra quelle nuvole di pioggia, il piumone, il freddo dell'aria contro il calore di un corpo nudo, il suo. Anche se sono scenari non ancora vissuti, nemmeno poi così sicuri.
Hai mai sognato qualcosa in modo così vivido, da pensare di averlo già vissuto? Svegliandoti confuso e affamato di un corpo e di una mente che forse non saranno mai tuoi, ma non ti importa, perché non vuoi che qualcuno ti appartenga, non puoi ingabbiare un animale selvaggio, costringerlo alla cattività.
Se vorrà sarà lui a scegliere di rimanere con te, e non c'è possessivitá che tenga.
Puoi comprare una stella, ma quella non sarà mai tua davvero.
Le Stelle, la Luna, il Sole e il Tempo, sono caratterizzati da un qualcosa che li accomuna: la bellezza. Non una bellezza che potrai mai possedere, ma che dovrai accontentarti di ammirare da lontano. 

Così come la bellezza sta nei dettagli più insignificanti, agli occhi di allora, preziosi agli occhi di adesso. Perché il tempo scorre, e noi non diremo nulla che non sia già stato detto migliaia di volte al cospetto delle stelle.
Eppure in quel momento ci sembrano geniali.
Esiste un termine, il Jamais vu, cioè il contrario del De Ja Vu, la sensazione dei mai visto, del mai vissuto, riferito a una situazione già accaduta. Accade, quelle volte in cui guardi una persona e ti rendi conto che i poli in quel momento si sono invertiti, che l'universo ha smesso di girare in un senso, ed ha spostato il suo centro.
Non puoi nemmeno classificarlo, è così e basta.
Capisci che da quel momento hai due scelte: o sarai la persona più felice della terra, o soffrirai le pene dell'inferno.

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