Un po' come un temporale, quando hai i panni stesi fuori, una volta che fai la lavatrice, che la fai come dio comanda, con perfino l'ammorbidente. Così, in un attimo ti manda a puttane due ore e mezzo di lavoro, che per carità, non hai fatto tu, ma che comunque ti da noia.
Il momento sbagliato è un momento del cazzo. Non importa quando ti ripeti che sta cosa bohemien del post romanticismo che il momento perfetto o quello sbagliato non esiste. Esiste eccome. Ma tu non lo sai da brava testina di cazzo e lo sputtani. Come quando hai sputtanato quella bottiglia che valeva quanto un tuo rene, per il solo gusto di intossicarti il fegato e annegare il dolore che provavi in quel momento. Non è servito, ma allora andava bene così. Ora è lo stesso: parlare ma non riuscire a farsi capire. Il bello è che c'è una parola per questa situazione e l'ho imparata oggi: 'alessitimia'.
Sembra una malattia, una di quelle brutte: un po' lo è. Ma non brutta da morirci insomma.
Ma una volta sputtanato il momento non torna più indietro. Non importa quanto ne sai di fisica quantistica e teorie sui viaggi nel tempo hai studiato. Non servirà mai a niente. Per quanto ti sforzi a recuperare, hai sputtanato tutto.
Ed è la sensazione più brutta del mondo.
Ti senti sperduto senza esserti concesso il privilegio di perderti in chi hai davanti.
Anche se l'attrazione è questione di chimica, così come ogni sentimento umano, come può essere una scienza tanto esatta quanto imprevedibile a reagire secondo regole diverse per ogni individuo?
Come un temporale estivo, così come arrica se ne va, lasciandoti sconvolto, senza aver realizzato cosa sia davvero successo.
Eppure a me i temporali sono sempre piaciuti.
venerdì 1 settembre 2017
Temporale estivo
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