mercoledì 24 maggio 2017

Abissi

Guardi il soffitto nel buio della mezzanotte passata.
Non riesci a dormire, per una discussione di cui non ricordi nemmeno il motivo.
Pensi a cos'è la felicità ma non ti ricordi nemmeno più come ci si sente davvero, non quella roba di seconda mano, emozioni masticate e rigurgitate. Sotto questo aspetto assomigliamo ai volatili, viviamo, cacciamo, sperimentiamo e poi rigurgitiamo tutte le emozioni usate su chi ci circonda.
Ti prometti tutti i giorni, di non diventare un patetico reietto, eppure chi sei altrimenti, se ti volti dall'altra parte della felicità, perché vuol dire sacrificio e ricerca?
Ti lasci trasportare dal mare in burrasca, mentendo a te stessa, che la sua, sia una ninna nanna.
Ti trascina lontano, ma il cielo è ovunque uguale.
Contando le stelle non ti renderai di imbarcare acqua prima che sia troppo tardi, ed eccoti li, a galleggiare in mezzo alle onde, ed ecco andare a fondo, insieme ai pezzi della tua barca.
Le stelle cancellate come una scritta sulla sabbia, l'oscurità densa e salata che ti riempie i polmoni, ti fa mancare il respiro, soffochi. Lo sguardo della Luna non può nemmeno vederti mentre vai giù.
Ma toccando l'abisso più profondo del mondo, ti guardi attorno e ti rendi conto che forse vale la pena morire per vedere uno scenario diverso per la tua vita.

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