Nell'ultima settimana, sono arrivata alla consapevolezza che la felicità non bisogna rincorrerla per niente al mondo. Ogni cosa farà il suo corso.
A diciott'anni mi sono trovata fuori casa, a dover provvedere a me stessa, senza avere nessuno a cui interessasse la cosa davvero. Mi sembrava normale, mi sembrava figo. Un modo per dire al mondo intero "fottetevi tutti, IO, non ho bisogno di nessuno". Volevo dimostrare che non avevo bisogno del mondo, anche se non era vero, perché il mondo non aveva bisogno di me, e questo era vero.
La solitudine del vivere da soli, la solitudine in generale è qualcosa che sopporti e accetti o che non riesci a sopportare e finisce per consumarti. Dipende da quanta forza interiore hai.
La rabbia, è un motore potente ma non risolutivo, anzi, spesso, ci porta lontano da dove volevamo essere.
Credo di essere sempre stata arrabbiata con il mondo, forse con l'universo.
Arrabbiata per essere stata lasciata da mia madre.
Incazzata con mio padre, che sembrava non rendersi conto che non sarebbero mai tornati indietro.
Furiosa con mia madre per avermi strappato da tutto ciò che conoscevo e aver lasciato mio padre, averlo tradito con un uomo che mi ha rovinato l'infanzia parte dell'adolescenza, mentre lei era troppo occupata a guardare altrove.
Arrabbiata con me stessa, perché non ero come gli altri, non riuscivo a pensare come una ragazzina della mia etá.
Incazzata con mia madre e il suo nuovo compagno perché volevano giocare all'allegra famiglia.
Con mio padre perché pensavo fosse la persona che avrebbe potuto capirmi ma che alla fine, mi ha voltato le spalle.
Furiosa con me stessa per aver scelto una scuola solo perché mi avrebbe portato lontano da casa.
In tutto questo tempo, che ho sognato, pianificato, di andarmene da casa, non mi sono mai resa conto che in verità cercavo di andarmene da qualcosa che non sapevo dov'era.
Rifiutavo chiunque perché non volevo nessuno al mio fianco perché non dovevo niente a nessuno, perché volevo, avrei fatto e farò sempre e solo di testa mia.
Alla fine non ho risolto niente, perché vomitare periodicamente rabbia fino a non sentire nemmeno le ossa, non mi sembra un gran traguardo.
Alla fine sono qui a scrivere qualcosa che rimarrà sospeso in Internet, che non cambierà niente.
Non sono forte come potrebbe sembrare, non sono indipendente come molti credono.
Sono un triste essere umano come tanti altri, che forse dovrebbe imparare a convivere con la solitudine, piuttosto che cercare la felicità altrove.
Perché alla fin fine è vero: non ho bisogno di nessuno.
Tutto questo per dire che, se non vi saluto per strada, non rispondo ai messaggi o chiamate o non vi cerco come prima, non è perché ce l'ho con vuoi, ce l'ho con me. Ed è ora di tirare fuori la testa dal telefono e guardare altrove.
Perciò se nel malaugurato caso avreste bisogno di me, sapete dove abito. Se non lo sapete, mi vedrete in giro, prima o poi.
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