giovedì 9 novembre 2017

Follia

Credo di aver scritto a proposito della follia prima, se prima era una questione di coscienza o meno della propria sanità o insanitá, ora è diverso.
L'ho presa meglio del previsto, il distacco intendo. Ho perfino accettato l'ignoto del "dopo".
Mi manca.
Terribilmente.
Ho iniziato a vederla per strada, nei gesti, nei colori degli altri.

"Non ho smesso di pensare a te comunque, è impossibile quando tutta la città mi ricorda te"

Mi aveva scritto qualcosa del genere e sono io adesso a dirlo.
È difficile dimenticare qualcuno, per chi "rimane". Il solito bar, la solita strada, il solito vino e gli abbinamenti azzardati.
Ero felice.

La vedo nei film che riguardo, in quelli che dovevamo guardare insieme.
Nei cioccolatini e in ogni moto che passa.
Nei divanetti che danno la schiena sui vetri.
Nelle panchine buie.

E ogni volta che suona il citofono, anche se per caso, come oggi, per due secondi di follia, ho sperato fosse lei.
Ma non c'era nessuno.
Forse era solo mia immaginazione, ma mi piace pensare che fosse lei, come negli "squilli" di quando ero piccola, a dirmi, "comunque, ti penso".

1 commento:

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