10 cifre scritte d'inchiostro per ricordarmi di te anche se me lo dovessi mai dimenticare, di quello che almeno una volta eravamo stati.
Ora guardo mille persone e non ne vedo nessuna.
Guardavo i suoi occhi e nei suoi occhi vedevo il mare impetuoso, un po' come lei.
Ora lei non mi vede e non mi vedi nemmeno tu.
Ti ricordi il momento che per la prima volta le nostre strade si sono divise? Era colpa mia anche quella volta.
Avevo paura della grandezza di quello che poteva essere.
La seconda, che te ne fossi andato.
Ti ricordi l'attimo su quella panchina in riva al mare, del colore dei tuoi occhi, ed era il crepuscolo?
Abbiamo rinunciato a tutto pensando che valesse meno della somma dei due singoli.
C'eravamo amati, mentre il mondo girava comunque e nessuno si accorgeva di noi.
Mentre adesso chiudo gli occhi sempre più spesso, mentre tu sembri felice.
Mento e mi giro dall'altra parte per non vedere quanto sei felice, senza di me.
Non è vero che amore è felicità.
È un sentimento cattivo, ti prende le interiora e te le strappa, te le divora, te le pensa e ti fa chiedere in ginocchio "ancora". La peggiore droga, la più cattiva delle abitudini.
Forse è per questo che non riuscirò a riconoscere nella mia attuale felicità e tranquillità l'amore. Perché è un qualcosa per cui non mi sono battuta, che è solo capitato.
L'amore non capita mai da solo, perché l'amore è dolore e il dolore è il più autentico dei sentimenti. Ti prende ovunque, ti paralizza.
Tutto il resto è una stupida imitazione, un surrogato che non vale la pena nemmeno provare.
Surrogato di quello che sarebbe potuto essere.
mercoledì 14 giugno 2017
T.
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