Ho passato parte della mi vita a cercare di piacere alle persone: a mio padre, a mia madre, al mio patrigno o la mia martigna. Quando ho capito che non potevo piacere a tutti, sono passata dal cercare di piacere al costruire ponti. Diciamoci la verità erano una schifezza di ponti, ma al tempo non mi importava. Costruivo relezioni o amicizie sempre più fitte, per cercare di compensare il vuoto che mi aveva lasciato la famiglia: mia madre che lavorava troppo e mio padre che mi ha voltato le spalle.
Ma per natura umana, non ci si può fidare di nulla, chi aiuterai oggi, ti butterá via nel momento in cui si renderà conto che non gli servi più. Così con gli amici, così con i compagni di scuola, così i fidanzati di turno.
Per forze della natura, è appurato che i ponti crollano, per usura, erosione, materiale scadente, terremoti o maremoti. Una volta crollati però, prima di costruire bisogna rimuovere le macerie, verificare che sia sicuro rifarlo proprio li. Più spesso si costruisce un altro ponte, più lontano. Così con le persone. Le relazioni non si riparano, ci vuole troppo tempo, perciò si buttano, sostituendole con nuove.
Adesso sono nel periodo in cui non mi interessa più né stabilire ponti, né piacere alle persone. Tutti i ponti che avevo costruito per colmare mancanze, e le mancanze delle mancanze, ora li sto demolendo di proposito. Perché chi non sa, quando si rende conto di non sapere, inventa, pur di dar aria alla bocca. Non me ne frega niente della vostra opinione, ve la potete tenere, basta che mi lasciate in pace nella mia isola, anche se è fuori dal mondo.
Piuttosto che curarli, certi ponti, è meglio dargli fuoco.
mercoledì 12 aprile 2017
Ponti
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