Per le persone che tendono all'essere abitudinarie, i cambi di scena non vanno proprio a genio.
A dire il vero non ci va mai bene un cazzo.
Quando cerchiamo pace, non la cerchiamo nei sentimenti, nelle parole, mutabili, effimere, stupide, superflue, incomprensibili.
Ci perderemmo.
Non cerchiamo pace nell'arte, perché l'arte non è altro che il risultato del dolore.
Cerchiamo pace nelle equazioni immutabili, nei numeri, nella fisica.
L'idea di aprire gli occhi, ancora immerso nel torpore del sonno, e sentire la coscienza di un qualcosa di diverso che mina il tuo equilibrio, è insopportabile. Sopratutto quando, questa variabile non dipende in nessun modo dal tuo sistema.
Entropia, non è altro che una parola inventata da persone maniache dell'ordine per dare un "grado al disordine".
Il problema non è la fisica in sé. Se tutto potesse essere regolato dalla fisica, il mondo sarebbe un posto preciso e perfetto.
Nemmeno la dimostrazione della teoria delle stringhe può competere con la complessità del groviglio emotivo dell'essere umano.
Una relazione, qualunque essa sia, non sarà mai regolata dall'equazione di Schrodinger, l'amore non sarà mai paragonabile da quella di Dirac.
In un sistema perfetto, una perturbazione proveniente dall'esterno di un sistema chiuso, non ne modificherà mai la struttura.
Tuttavia, se fosse proprio vero-vero, perché mi troverei a mettere in discussione l'esistenza del sistema stesso?
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