giovedì 7 dicembre 2017

Atmos Fear

I rumori troppo forti mi hanno sempre spaventato, perché piombavano nel silenzio dei miei pensieri senza che riuscissi a farci niente se non saltare in aria.

Così come i rumori improvvisi, anche le persone piombavano nella mia vita senza che ne andassi in cerca. Alcune mi hanno fatto sobbalzare, altre spaventare, alcune sono rimaste, altre se ne sono andate così come sono venute.
Alcune mi mancano terribilmente, ma non è abbastanza per riavvicinarle, altre semplicemente coesistono con noi su una retta parallela dispersa nel piano temporale, altre sono proprio di un'altra dimensione.
Ma sono certa che incontriamo ogni persona per un motivo, più o meno utile che sia.
Alcune persone ci convinciamo di non amare perché ci fa comodo così.
Altre pensiamo di amarle, anche se non le conosciamo nemmeno, solo perché sono capitate lì in quel momento, in un momento cruciale per la definizione di noi stessi. È tenerezza, affetto, ma non è amore.
Alcune persone sono destinare a intrecciarsi come vene, che portano tutte in un unico punto.
Altre sono come le costole, vivono parallele e si incontrano solo se vengono spezzate.
Alcune sono come pioggia sul viso, calme ma persistenti.
Altre come gli acquazzoni estivi, tutta energia e niente controllo.

Ho sempre avuto la mania del controllo, la paura di essere costantemente in ritardo su qualcosa.
Vedevo gli altri trovare la "loro persona", passare gli anni, mentre io, non stavo poi così male nella mia solitudine, perché volevo le cose come le volevo io. Perché non mi accontentavo e non passavo sopra a niente che mi facesse stare male.
"Io vent'anni non li ho e non riuscirò mai più a dire ti amo" da canzoncina di un gruppo più o meno serio è passata ad avere un senso.
Ma se prima mi chiedevo cosa avessi di così sbagliato, del perché le persone andavano e venivano nella mia vita, se cercavo di essere migliore per qualcuno, adesso non mi interessa proprio per niente.
Sono io, sono così, prendere o lasciare.
Perché aspettare in eterno che succeda qualcosa può portare solo a una vita vuota che come unico traguardo avrebbe un attacco di morte.
Così come incontriamo le persone per un motivo preciso, così le cose accadono per un motivo preciso.
E la legge di Murphy è una grandissima stronzata. Se c'è qualcosa che può andare storto ed è certo che lo farà è solo perché quello che stavi pianificando non è nemmeno lontanamente paragonabile a ciò che ti aspetta.
Basta solo cambiare punto di vista. 
La vita non è un continuo "mai una gioia", ci mettiamo noi in quella condizione, perché guardiamo e non vediamo. Pensiamo e non parliamo.
Proviamo emozioni e facciamo contaminare ogni sentimento da tutto lo schifo che possiamo proiettarci sopra.

Volevo una vita tranquilla, un lavoro stabile, una casa, un futuro pianificato, funerale compreso, con tanto di piano A e piano D. Cercavo in tutti i modi a legarmi a posti e persone che non mi appartenevano, erano solo di passaggio, pensando che fossero fondamentali per la mia felicità.
Ma non c'è persona che possa portare la pace se dentro di te sei un casino ambulante.
Non puoi lamentarti se non puoi volare se ti leghi pietre che ti tengono a terra.

L'universo è un posto magnifico, basti solo pensare alle stelle e alla Luna.
La solitudine, non è altro che un modo che l'universo ha per dirti che sei un casino e che è ora che ti dia una sistemata prima di conquistare. Cose, persone o obiettivi, non è importante.
I legami vengono creati da chi ha trovato il suo porto nell'universo.
Chi ancora non ce l'ha, non può spiccare in volo e come succede ai corvi dei vecchi marinai, se non si trova terra stabile, tornare indietro.


Alla fine, io e te siamo diventate una costellazione, proprio come volevo. Come il quadro che ho fatto e che nessuno ha mai visto.
Ci siamo trovate nello stesso pezzo di cielo in un determinato periodo dell'anno.
Ma siamo lontane centinaia di migliaia di anni luce l'una dall'altra.
Visibili insieme, ma solo da qui.

È tutto qui.
C'è chi alla pace ineriore ci arriva con percorsi e chi, ha solo bisogno di infilare le dita in una 220 e rimanere fulminato.

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