giovedì 20 ottobre 2016

Sottopelle

Un pacchetto di Lucky Stike e un treno in costante ritardo.
Nell'aria di Ottobre il vento freddo del Nord che spira e tutto porta via. Infondo sperava portasse via anche lei.
Un paio di Converse verde bottiglia, verdi come le bottiglie del gin aromatizzato che era solita bere nella sua solitudine. Non le piaceva nemmeno, il gin, ma ormai era l'unica cosa che non lasciava tracce il giorno dopo. Non troppe almeno.
I treni ormai erano qualcosa di familiare, un po' come l'odore di casa tua, ma più sporco e meno personale. Viaggiare chilometri tutti i giorni, sentirsi come i viaggiatori medievali che andavano alla ricerca di nuovi mondi. Forse è per questo che le piaceva così tanto viaggiare, forse era questo il motivo per cui non si sentiva a casa da nessuna parte. Nonostante ce l'avesse tatuato vicino al cuore. Il fumo di quella rara sigaretta si avvolgeva intorno al suo viso, alle sue mani ed entravano sottopelle.
E qui la rivelazione che da tempo cercava.
Se sei insieme a una persona che fuma, finisce per entrarti sottopelle. Insieme alla nicotina che inali. Il problema è che non te ne accorgi nemmeno e crei una dipendenza per quella persona, anche se in fin dei conti vuoi solo un'altra dose, della tua nuova droga. Non era altro che una concentrazione di ormoni dentro al suo dannatissimo cervello malato. Quelle maledette dopamine e serotonine che ampliavano i suoi sensi, facendole vedere nuovi orizzonti. Ma uno che queste cose non le sa, si convince che è amore.
Che poi magari non lo è.
Che poi non lo è, e basta.
Che poi l'amore non esiste, come non esiste realmente la droga di cui ti fai.
Esiste solo la dipendenza che ti crei e i suoi effetti collaterali.
Ma le droghe creavano picchi temporanei, l'amore invece poteva durare anni, anche una vita intera.
Ma lei questo mondo l'aveva sempre visto attraverso le lettere, non sfiorato direttamente.
Come quando guardava la tempesta da una finestra. Percepiva tutta la forza e la sua forza distruttiva, ma non riusciva a comprenderla appieno. La sfiorava soltanto, e già pensava di conoscerla appieno, ma la sua vera forza non è quella che vedi.
E lei ultimamente sempre più spesso si trovava in mezzo a quella tempesta. Comprendendo improvvisamente tutta la sua potenza distruttiva. In quel attimo, lasciarsi trascinare via sembrava quasi allettante. 

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