Litigavano, come spesso accadeva da un po' di tempo a questa parte. Forse era solo un pretesto per fare pace, come solo loro sapevano fare: fare l'amore fino a sfinirsi. Fino a sentirsi vuoti di tutti quei sentimenti, forse troppo grandi, per due anime come le loro. Litigavano ferocemente, anche per cose idiote, sopratutto per quelle solo per provare l'ebbrezza di tornare ad essere tutt'uno. Scatenare il fuoco, che diventava un incendio, farsi pervadere dalla rabbia e dalla furia, sgolarsi fino a non avere più fiato, sfiorare il confine che c'è tra amore e odio ma tornare indietro prima che quest'ultimo, si inghiottisse i loro sentimenti.
Erano uguali sotto quel punto di vista: ugualmente affamati di sensazioni sempre più nuove, sempre più estreme, che li facessero sentire, anche solo per un attimo, vivi. Affamati di sesso, quella dipendeza che non se ne andava mai, per quanto cercassero di scacciare, ritornava sempre. Una scimmia fedele, la loro. Tornava più forte di prima, come una dipendenza, che per quanto cercherai di scacciare tornerà sempre, fino a che non troverai una dipendenza ancora più pericolosa.
Sta mattina voglio vedere il mare di ottobre, come il colore dei suoi occhi, tempestoso come era lui.
Non erano fatti per stare insieme per sempre, come nelle favole. Anzi alle favole avevano smesso di crederci già da troppo tempo fa, nella grandezza delle loro menti distopiche. Si lasciavano consumare da tutta quella passione fino a stare male, fino a sentirsi infinitamente piccoli per poter provare un sentimento che forse non capivano davvero. Forse allora, li aveva già consumati. Come due tossici in crisi di astinenza. Come due incendi che bruciavano tutto ciò che trovavano sulla propria strada. Esistevano solo loro. Due anime immerse nelle fiamme. Anche quando, l'unica cosa che sembrava rimanere era solo la cenere.
Forse lei cercherà per sempre quegli occhi e quell'odore. Quella mente ribelle e pazza che aveva trovato una dipendenza peggiore di quanto potessere esserlo lei per lui. Era andato i contro alla normalità del sistema, si era spogliato delle sue convinzioni e di se stesso per essere come tutti gli altri.
Ha rinunciato a lei nel momento in cui ha fatto quella scelta.
Lei ha rinunciato a lui subito dopo.
L'avrebbe ritrovato cambiato, ma non sarebbe stato lo stesso. L'ultimo ricordo di loro due in piedi al binario, con dentro agli occhi ancora la luce della notte precedente, dove si erano fatti un'altra dose. L'ultima.
Immersi dento a fugaci baci, inconsciamente consapevoli che sarebbero stati gli ultimi.
Ancora risuonano le parole del controllore che forse, per ironia della sorte, disse: " lascialo andare, tanto vi rivedete".
E lei sola in quel binario, in quella giornata di sole, voleva tanto credere a quelle parole.
giovedì 20 ottobre 2016
Ricordi di una tempesta passata.
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