giovedì 13 ottobre 2016

Marte opposto e luna in Pesci






Marte opposto e luna in Pesci, ecco cosa diceva l'oroscopo questa mattina. In toria non saprei nemmeno come interpretare queste sei parole, ma a sentirle, danno la netta sensazione di non portare niente di buio.Me ne sto qui, appollaiata sul mio scoglio preferito a scrivere, con i Cure nelle orecchie e il rumore delle onde nel sottofondo. Per poter scrivere qualcosa devi trovarti nella condizione speciale di ispirazione. Come quando tutto il casino che hai in testa diventa, da un momento all'altro, chiaro e accessibile. Con la stessa violenza di una tempesta al mare, così spaventosa e tremenda da lasciarti interdetta per la sua mole, per poi calmarsi con una rapidità disarmante, la quiete, per permetterti di osservarla più da vicino.
Ci sono troppe cose così affascinanti,così misteriose, da lasciarti addosso quella sensazione di cruda impotenza, farti sentire così piccolo e insignificante davanti a quello che i tuoi stupidi occhi vuoti guardano. Per quell'attimo rimani completamente paralizzato dalla bellezza, in una sorta di sindrome di Stendhal, rinunci al tuo ego per quel attimo che sembra durare in eterno. Vedi l'universo da un'altra prospettiva, quella dove non sei più tu lo sciocco protagonista di una favola già scritta, ma lo è qualcosa di infinitamente più grande di te. E ti senti così insignificante quanto un granello di polvere in un paesaggio mozzafiato.
Il mare è uno di questi paesaggi tanto belli e tanto grandi che ti inghiottiscono dentro di sè. Chiudi gli occhi, senti il ritrarsi sistematico delle onde, come un amante che ti respira vicino di in una notte di pioggia. La consapevolezza di avere qualcuno vicino a te, di un corpo caldo, ma di essere effettivamente sola al buio, con solo i pensieri immersi nello scrosciare dell'acqua. l'odore di salsedine che ti pervade, insieme a quel odore legno bruciato che tanto ricorda l'autunno.
Mentre respiri quell'aria, ti senti a casa, come un vecchio lupo di mare, in mezzo alle onde tempestose e il freddo sferzante, sotto una coltre di nuvole nere appesantite di pioggia.
La notte è un'altra creatura primordiale e misteriosa. La fioca luce della notte rende tutto quasi magico, rende le persone capaci di cose che alla luce del giorno non farebbero ma così, insieme alla notte viene il sesso. Il suono di una chitarra, le volute di fumo che si levano da una sigaretta spenta da poco in un posacenere ormai ricolmo. Le parole di quella canzone tanto familiare quanto sfuggente, mugugnati sottovoce. La sensazione di una leggera alterazione di coscienza che ti pervade, mentre sprofondi dentro una poltrona comoda e cerchi di scrivere frasi che diano un senso a tutto il casino che hai nella mente in quel momento. Un tavolo da sparecchiare, una bottiglia di vino vuota, una di un amaro ancora da finire e quella sensazione di pace interiore. E non vorrei trovarmi in nessun altro posto che qui. la calda carne, il respiro affannoso e languido, quella effimera connessione delle menti.
Risvegliarsi in posto non tuo, ma che ormai ha lasciato qualcosa di indelebile dentro di te, con addosso il profumo della notte precedente stampato sulla pelle. gli occhi chiusi, l'appagamento dei sensi di una promessa fatta al buio. Come il sorriso nell'oscurità, come i due corpi illuminati dalla luna. "Un'altra volta" urlavano in silenzio, come due tossici alla ricerca dell'ultima dose, come due tossici alla loro ultima pera. come quell'ultima volta che non arriva mai. "Non ti innamorare" sussurra nella notte, come se l'ammore fosse solo un comando. Il respiro calmo di chi dorme, il respiro burrascoso di chi rimane sveglio.
La sensazione del sentirsi pieni di difetti, inquinati dal mondo, come unico modo per poterne fare parte. Gli Odori. l'odore è uno dei ricordi più attendibili che abbiamo. le immagini possono venire riprodotte, i suoni registrati, ma gli odori sono irripetibili. Eppure, riconoscerei quel odore familiare ed estraneo tra mille. Sentirlo tra le righe scritte della mia fase quattro della mia terapia per dipendenze.
Perchè ci sentiamo in dovere di mostrare il quanto il mondo ci abbia intossicati? come se uesto dfosse un pregio di esperienze vissute in prima persona, non riciclate, non ricordi di seconda mano. Perchè decidiamo di farci attraversare dalla prima cosa che ci fa sentire liberi e vivi? Ammiriamo la luce dall'ombra, rincorredola. cercando di fare quel passo che ci permetta di mostrarci senza vergogna, nei difetti, lasciarci attraversare dalla luce, per trovare la serenità. Passiamo la vita intera a cercarla, ma la troviamo nelle cose più impensabili: una giornata di sole, un amante, una sigaretta o una bionda lesbica dai capelli corti che ti sorride senza conoscerti, come il fuoco che tutto brucia e tutto consuma.
E io che volevo viaggiare e basta.

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