mercoledì 26 ottobre 2016

La Notte loro compagna

Sai perché alcune persone preferiscono la notte?
Perché di notte non puoi vedere con gli occhi, ma avanzi facendoti giudare dai sentimenti.

Poteva prendersi per il culo quanto voleva, ma nulla avrebbe sostituito Lui. Sapeva di aver fatto un enorme cazzata, lo sapeva dal momento in cui l'aveva lasciato, ma non aveva abbastanza palle per ammetterlo.
Ora, sapeva che la sua vita, la sua stupida vita sarebbe stata una ricerca continua do qualcosa che non c'era più. Guardava altri occhi alla ricerca dei suoi, ma non li trovava.
Cercava quegli stupidi modi di dire, quelle stupide abitudini, ma continuava a non trovarle.
Trovò conforto invece, nel calore di un maglione e dentro un paio di occhi scuri, e vi guardò dentro, senza pretendere di vedere gli occhi di Lui. Ricominciò a scrivere.
Le loro conversazioni non erano fatte di parole, ma di sguardi, di una carezza sotto al tavolo. Era una sorta di rapporto intimo che andava al di la del sesso, gli voleva bene. Ma non perché lei vi vedesse Lui.
Smise persino di vedere le emozioni come motivo di vergogna, ma di vanto.
Le piaceva condividere la notte con lui. La notte, non solo il letto. La luce dei lampioni, e persino quando sdraiati su quel famoso palco, guardavano la Luna, lui le disse le cose che lei mai avrebbe pensato di sentire ad alta voce. Semplicemente perché le pensava anche lei dentro alla sua testa.

Non era amore quello, perché lei sapeva che non avrebbe amato nessun'altro uomo come aveva amato Lui.
E lui era ancora troppo nostalgico del passato per poterla amare. Era un loro tacito patto.
Lei lo sapeva, e non voleva altro. Non serviva altro.
Era la persona "giusta" in quel momento della sua vita. Una persona che non la guardava storto se lei chiedeva: " che faccia ha la Luna?" o faceva una delle sue stuoide domande.
Forse erano due sognatori, per questo si capivano. Erano simili. Avevano le stesse bruciature all'altezza del cuore.
Era l'unico in quel periodo che lei desiderava non perché era bello, non per semplice lussuria, ma perché lui appagava la sua mente.
Era naturale.
Quando accadeva, lei, maniaca del controllo dei propri sentimenti, si lasciava andare, non pensava a nulla, eppure era un uragano di emozioni.

Era semplice. Come sono semplici i sentimenti per i bambini: non ne comprendono appieno il significato, continuano a provarlo. Incondizionatamente. Ingenuamente.

Nemmeno i silenzi tra loro erano imbarazzanti, perché lei sapeva che lui riusciva a capirla anche senza bisogno di parole.
Così come lei leggeva quell'ombra nei suoi occhi scuri, quella che lo tormentava da un po', la capiva e la rispettava, perché si rivedeva in lui.

Di giorno era diverso, diversi gli sguardi.

Forse c'era troppa luce per lasciarsi guidare dai sentimenti.

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