lunedì 28 novembre 2016

Levante

Vento che soffia impetuoso contro il mare che s'alza oltre l'orizzonte. Bianco di schiuma è il suo manto, lamentoso il canto.

Una ferrovia nel bel mezzo di quelle onde, al centro della tempesta.
Levante soffia impetuoso, piegando alberi e fronde al suo passaggio.
Freddo, come chi si sente soffocare nella propria città, nella propria casa. Solitamente è, chi viene da un piccolo paesino di provincia, troppo piccolo per la grande ambizione di diventare nessuno, troppo grande per poterne sopportare il peso. Uno di quelle cittadine marittime che si lasciano attraversare dai venti e dove il tempo è scandito con le maree.
Dove il Levante, vecchio amico, viene chiamato Bora.

Temuto vento, contro il quale nessun marinaio osa andare, che porta tempesta, che si prende le sventurate anime di marinai troppo impavidi per non restituirlo mai.

È un prezzo da pagare quello quando si sfida il Mare.

Il vento fischia litargico, canta dei marinai che il mare si è preso, canta delle vedove straziate dal dolore e delle onde furiose. Canta la triste canzone dei naufraghi e dei relitti sul fondo del mare, degli scogli e dei tesori sulla riva.
Canta per malinconiche orecchie che lo stanno ad ascoltare.
Canta del prossimo inverno che sta per arrivare.

Nessun commento:

Posta un commento