venerdì 4 novembre 2016

Cosa ne sai tu?

Hai mai pensato al sesso? Non intendo secondo la sua definizione di funzione biologica e ludica.
Non intendo quando devi farti figo davanti agli amici, facendo l'inventario di tutte le tue conquiste.
E nemmeno quando devi farlo perché "va fatto".
Intendo quel momento in cui la tua mente arriva alla consapevolezza che quello che fai è una sorta di magia misteriosa, effimera. Un modo come un altro di fare arte.
Ma tu, piccola testina di cazzo, sembri capire la grandezza di quell'opera d'arte ma il suo senso ti sfugge. Ma a te non importa vero?
Per te non è altro che un groviglio di arti e liquidi. Nient'altro che scambio di sostanze chimiche. Pronto a dissolversi in un attimo.
E allora non arriverai mai alla consapevolezza che quello che starai facendo per i prossimi minuti, potrebbe cambiare radicalmente il tuo modo di vedere il mondo. Il tuo piccolo universo microscopico dove, al centro ci sei tu.
Pensa però a come si è sentita la Chiesa quando un tale, di nome Galileo, ha detto che noi non siamo il centro di un bel niente. Pensa nella sua egoistica mente cosa potrebbe essere successo.
Bam.
Il caos.
Più o meno è quello che succederà a te quando scoprirai che il mondo come lo conosci, il tuo fottutissimo mondo, andrà avanti anche dopo che sarai morto e che, probabilmente, nel giro di un paio di anni nessuno ricorderà il tuo insignificante nome. Ma non è per sminuirti, su, non prendertela. Non ti stavo mica accusando...
Sto solo cercando di smuovere la  merdina rinsecchita nascosta nella tua scatola cranica.
Ma seguimi, ti prego. Cerca di stare molto attento anche.
Hai mai provato a pensare oltre le cose che fai? Quello che realmente stai facendo in quel momento, la consapevolezza di ogni tuo gesto o parola? Beh dovresti. E fidati, non ti accontenterai più delle solite scopate toccata e fuga. Non ti limiteresti più a soddisfare il tuo corpo, ma penseresti alla mente.
Forse riusciresti persino a rianimare il cricetino morto e sepolto ormai da anni nel vuoto siderale della tua testa.
Prova a vederla con altri occhi. Smettila di pensare alle conseguenze di quello che fai o non fai dentro le mura di quella stanza. O con chi lo fai. Smettila di pensare che interessi a qualcuno. Fallo e basta, perché quel attimo non tornerà mai più indietro. Togliti tutti gli sfizi possibili durante la tua breve esistenza, perché saranno solo quelli che porterai sottoterra.
E sopratutto, non ridicolizzare il sesso, non renderlo prigioniero di stereotipi idioti.  Smettila di usarlo come un arma o tabù. Perché senza di esso, tu non saresti nato. Vedila un po' come ti pare: dal gesto più puro che ci sia, fino alla lussuria più peccaminosa. Non importa. Goditi ogni fottutissimo singolo attimo.
Cosa potresti fare con una bella donna incontrata in un bar? Invitarla a cena? Costruirci una vita felice? Chi lo sa. Per ora limitati a parlarle e a sorseggiare il tuo drink. Magari quella notte finirete a letto insieme, ma non giudicarla, anche tu come lei hai ceduto a questo impulso. Vi rivedrete? Non puoi saperlo. Potresti essere la sua avventura di una notte o l'uomo della sua vita, ma non dare per scontato che lei aspetti una tua chiamata. Probabilmente non si ricorderà nemmeno come ti chiami. Ma non è importante, perché probabilmente, anche tu non ricordi il suo nome. Ricorderai invece i tratti che la caratterizzano maggiormente: una risata, un neo in un posto strano, uno sguardo malizioso. Custodisci questi particolari, perché sono loro ad aver caratterizzato la vostra notte insieme. Sono cose che non puoi trasmettere a parole, non puoi raccontare. È l'unica cosa che ti rimane di personale, una connessione che crei con un altra persona. Le concedi di costruire un legame, spesso come un filo rosso, ma che solo voi due, in una notte di solitudine, riuscirete a trovare.

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