Tutti vogliono tutto ciò che non possono avere.
Le nostre mancanze ci definiscono molto più di quanto possa definirci quello che abbiamo o quello che siamo la mattina davanti allo specchio.
Le mancanze hanno la stessa frequenza degli ultrasuoni. Puoi coprirle quanto ti pare, urlare e dimanticartene, ma alla fine ti faranno venire mal di testa.
Potrebbero farti impazzire addirittura.
Scavano.
Scavano nelle ossa, come farebbe l'acqua, che dopo anni e anni trova sempre una via per farsi strada, creando un vuoto sempre più grande, sempre più profondo.
Più o meno fino a quando dentro quel vuoto, non ci cadi anche tu.
Siamo mendicanti di affetti, di emozioni. Di etichette, di traguardi.
Eppure, quando ce le abbiamo davanti non si sa come, riusciamo a mandare a troie ogni cosa.
Eterni equilibristi tra rimpianti e rimorsi.
O suicidi, che hanno paura dell'altezza e si buttano di testa nell'abnegazione pur di non essere feriti.
Becchini che si scavano la fossa da soli, con l'abito buono.
Eppure, manteniamo relazioni tossiche e scegliamo manichini per colmare il vuoto.
Surrogato di amore.
Persone a breve scadenza.
Ti stampi un sorriso in faccia e mandi giù.
Anche se sai che quello che stai masticando non è lontanamente quello che dovrebbe.
Ma ti accontenti.
Fino a che preferisci digiunare, piuttosto che prenderti per il culo da solo, vederti la faccia distorta in una paresi da effetti speciali.
Preferisci tenerti il muso duro. Quello che spaventa, che indispone.
Pazienza, almeno è sincero.
E ti accorgi che nemmeno la sincerità ripaga.
Il buco continua ad essere lì, se il buio potesse ridere, starebbe ridendo di te.
Ti fermi.
Pensi che forse, alla fine è colpa tua. Ti sforzi troppo o troppo poco, non l'hai mai ben capito.
Il risultato non cambia.
Lasci cadere anche le ultime velleità.
Cominci a convivere con gli scarafaggi che hai nel cervello, la solitudine non è poi così male.
Le interazioni sociali, solo convenevoli.
Le persone le guardi con quello sguardo diffidente.
Da chi arriverà la pugnalata alle spalle?
Cesare è stato ucciso dallo stesso figlio, perché dovremmo fidarci del prossimo?
Magari ti diranno, un giorno, che sei pazzo completamento andato, finito, che sei cascato tempo fa. Che ci sei rimasto e che ora stai delirando, perché nessuno ottiene mai ciò che vuole. Ma non ottiene nemmeno ciò che merita.
Le cose del genere accadono a caso.
Accadono, se la fortuna decide che le stai simpatico.
Per un allineamento planetario o una congiunzione astrale riesci a far cadere persino la diffidenza con una persona, capitata lì per caso.
Una di quelle persone che non sceglieresti mai dal mazzo, ma che profuma di buono.
Con cui non avresti niente da spartire, ma con la quale non riesci mai a stare zitta.
Una cosa di pelle.
Ma potrebbe una persona del genere buttarsi nel buco con te, per vedere se in due ci si sta sdraiati?
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