Trovare il momento esatto, dove tutto aveva preso una piega cosiì
terribilmente sbagliata era impossibile.
È una di quelle cose che ti accadono
senza che tu te ne possa accorgere. Arrivano di soppiatto mentre ti
stai lavando i denti, evitando il tuo stesso sguardo nello specchio.
Non vuoi vederti negli occhi, perché anche se non è ancora successo
sai che succederà.
Arriva mentre te ne stai a mollo nella
vasca con canzoni che non appartengono alla tua generazione, ma che
in qualche modo senti tue, mentre pensi che forse, solo forse,
sarebbe davvero semplice aprirsi le vene in quell’istante. Morire,
così senza una ragione precisa, un po’ come vivere senza sapere
bene il proprio posto nel mondo. Mentre il tempo scorre, mentre a
ventidue anni nemmeno compiuti, ti senti già con un piede e mezzo
nella fossa. La fame di aria, fame di emozioni, fame di adrenalina.
Forse siamo solo bulimici della vita:
mangiamo fino a stare male, per poi vomitare tutto rovinandolo.
Vogliamo qualcosa che forse nemmeno ci
appartiene dicendoci la più grande bugia di sempre posso
cambiare. Le persone cambiano
solo una volta nella vita: quando muoiono.
Siamo
esseri umani che si trovano nel mezzo delle epoche.
Violentati
da continui stimoli, continui traguardi imposti da altri. Siamo un
branco disfunzionale, dove tutti pensano di essere degli alfa e
nessuno vuole fare lo sfigato.
Eppure
non c’è alfa. Siamo solo dei coglioni che brancolano nel buio
dell’indecisione perenne e dei dubbi, affamati di conferme
con cui nemmeno potremmo pulirci il culo.
Molti dicono che potrebbe andare peggio. Effettivamente potrebbe.
Potresti dare retta agli scarafaggi nella tua testa e farla davvero
finita.
Potresti vivere una vita mediocre basata su scelte altrui, senza
respirare davvero.
Potresti trovare la felicità e venire bruciato dal troppo amore.
O venir indurito dall’indifferanza.
Il risultato non cambia.
Siamo persone che vedono mille sfacettature di milioni di colori, ma
nella vita prestiamo attenzione solo al bianco o al nero.
Vogliamo tutto e subito, anche a costo
di annaspare, soffocare, bruciare vivi.
Siamo una razza consumista compulsiva,
ci stanchiamo persino di noi stessi, delle idee, delle emozioni.
Un esercito di soldati usa e getta.
Amori di una notte e storie lunghe che
lasciano lo stesso identico retrogusto di chi si sente felice e
fregato.
Alla fine è tutta questione di
adattabilità, tutta questione di capire ciò che si è per trovare
ciò che si vuole.
Gli opposti si attraggono ma fino a
quando uno dei due non viene affogato dall’aspettativa, fino a che
entrambi vi guardate con gli occhiali rosa dell’amore. Ci leghiamo
più stretti solo per poter bruciare meglio. Dei piccoli kamikaze
delle emozioni.
Scimmia vede, scimmia fa.
Ma a conti fatti,
torniamo sempre dai nostri simili in cerca di conforto.
Perché anche senza
parole, riusciamo a capire molto più di noi stessi semplicemente
guardando il prossimo.
Siamo fatti delle
stesse pulsioni.
Alla fine tutto si
riduce all’eterna lotta tra un amore idealizzato e mai consumato
davvero e un orgasmo tirato fuori dalle viscere, con la persona più
sbagliata del mondo, sulle note di
And
as we wind on down the road
Our shadows taller than our soul.
There walks a lady we all know
Who shines white light and wants to show
How everything still turns to gold.
And if you listen very hard
The tune will come to you at last.
When all are one and one is all
To be a rock and not to roll
Our shadows taller than our soul.
There walks a lady we all know
Who shines white light and wants to show
How everything still turns to gold.
And if you listen very hard
The tune will come to you at last.
When all are one and one is all
To be a rock and not to roll
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