giovedì 25 gennaio 2018

Un lento di un Universo triste

Hai mai ballato un lento in un Universo triste? Si balla da sbronzi, sul tappeto del bagno, a patto che ne abbiate uno, mentre guardate le stelle sul soffitto bianco. Mentre vi preparate a morire come uno dei vostri cantanti preferiti. Vi basta scegliere: affogati nel proprio vomito, spararvi un colpo di fucile in gola,  morire di sono tranquillo per overdose di tranquillanti.
Ballare da orizzontali è un po' compicato, un po' poco bello da vedere, ma siamo persone tristi, non esteti.
Non lamentatevi per la mancanza di stelle, non le vedete solo perché siete con la luce accesa.
Si chiama fisica, ricordate?
Vi sentite quasi pronti ad evacuare la vostra anima, un modo un po' carino, quasi aristocratico per dire cagarvi l'anima.
Forse è l'unico modo per vederla, forse non ce l'avete nemmeno, un'anima.
Poco male, a questo punto non vi servirà nemmeno più. L'anima è molto quotata al giorno d'oggi, un po' come la Tesla, ma che alla fine dei conti, non vale i soldi investiti.
Mentre iniziate a galleggiare sul pavimento, affondate, affondate, affondate, affondate, affondate, affondate, affondate, affondate, affondate, affondate, affondate, affondate, fino a che non sentite il fondo di ogni creatura vivente. L'inferno, o peggio. Arrivate a un passo dall'essere morti-morti dentro. Ma non lo siete.

Che sensazione ha risalire e respirare, se non affoghi mai e non trattieni mai il fiato?

Nessun commento:

Posta un commento