martedì 2 gennaio 2018

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L'anno nuovo è cominciato con la luna piena, un'enorme luna piena.
È cominciato nel caos, in una sequenza di scelte sbagliate più o meno discutibili.
Nel freddo.
Nel silenzio interiore di una cassa che suona.
Tra i coriandoli.
Nel vino.
Nudo.
È nato urlando che l'universo, forse, stava cercando di dirmi qualcosa che cercavo di ignorare.
Vorrei poter dire che sia iniziato senza il ricordo dell'estate, anche se il ricordo ora, è sempre più lontano, le cose cambiano in continuazione.
E quello che succede, non succede mai per caso. Ma perché deve succedere. Ma attenzione, tutte le idee di destino e fato non c'entrano assolutamente nulla. È tutta colpa degli infiniti universi paralleli con le infinite probabilità, che in quel momento, in quel luogo, hanno deciso di annullarsi tra loro, facendo rimanere solo quell'unica, sola probabilità che poi è diventata reale.
Come qualsiasi desiderio.
Vivere e morire come una rockstar, senza però suonare uno strumento, né saper cantare al di fuori della doccia.
Ma sopratutto, con il desiderio di passare ogni attimo, con nessun altro che con lei.

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