mercoledì 11 gennaio 2017

Ombre Cinesi

E se ti dicessi che non riesco più a scrivere?
Che non riesco più a pensare nemmeno alle solite stronzate, con la testa collegata al sistema da troppo tempo.
Persa nell'assenza di qualsiasi tipo di dipendenza.
Soffocata dalla monotonia del lento scorrere del tempo.
Ma tu che mi guardi di sfuggita, come un'ombra su uno sfondo sfocato, nemmeno mi vedi.
Insignificante come uno schizzo simmetrico di vernice, ma come Rorshach, ognuno vede dentro quella stupida macchia di colore, quello che vuole vedere.
Il problema è quanta attenzione gli presti,  che peso gli dai. Non puoi aspettarti la stabilità nelle tue visioni, cambiano insieme a te.
Nel momento in cui ti svegli la mattina non sei più quello che eri ieri. O la notte prima.
Eppure, quando la guardo anche ora, la Luna piena, mi guarda nello stesso identico modo in cui ci guardava insieme mentre il suo viso pallido veniva riflesso nel rosso sangue di una bottiglia di vino.
Il suo sguardo, è uno sguardo dal passato di una proiezione di una luce che potrà illuminarci in futuro. Hai mai voluto vedere il tuo futuro? Alza gli occhi al cielo e lasciati scrutare dalla malinconica espressione della Luna piena.
La Luna calante invece, non è altro la prova che non siamo altro che un insieme di ombre cinesi proiettate nella malinconia, ed è per questo che la Luna ride di noi, guarda il suo sorriso lucente splendere tra le nuvole del gelo. Guardala mentre ride di te e ridi con lei, perché stai guardando il tuo passato e il tuo futuro, mentre, con gli occhi rivolti al cielo forse sputtani il tuo presente.

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