lunedì 27 febbraio 2017

"Sip-in" very gay Story

"Mind is the new sexy"

È una frase come tante ma che mi ha fatto pensare parecchio.
Da un paio di anni a questa parte, precisamente da quando ho iniziato ad interessarmi alla comunità LGBT, per motivi personali, ho iniziato a provare interesse solo per le persone che hanno una bella apertura mentale. Che non si fanno domande come se sia giusto o sbagliato baciare un essere umano dello stesso sesso se si prova il desiderio di farlo.
Che non si tirano indietro a esperimenti o nuove situazioni,se hanno voglia di farlo.
Che non fanno della promiscuità una colpa.
Che guardano il prossimo senza giudicarlo in base a chi è ma in base alle sue azioni.
A tal proposito, leggendo tra un blog e un altro, leggendo giornali, mi è nata la domanda: quando esattamente i gay hanno iniziato a battersi per i propri diritti?
Precisamente è stato dopo aver letto la biografia di Alan Turing, noto matematico, padre del computer e responsabile della vittoria degli Alleati nella Seconda Guerra Mondiale. Morto pochi anni dopo la fine della guerra perché costretto ad assumere ormoni che lo avrebbero curato dalla sua omosessualità. Stiamo parlando dell'Inghilterra di Churchill, del dopo guerra che non guardava in faccia a nessuno, periodo in cui l'omosessualità era reato punibile, dichiarata malattia mentale dall'OMS.

Qualcuno di voi sa che cosa successe il 21 aprile del 1966 a New York, in un bar come un altro, chiamato Julius?
Non credo che questa data dica qualcosa a nessuno di voi. In realtà fino ad oggi non diceva nulla neppure a me.
Eppure il 21 aprile del '66 è nato il termine Sip-in ( gioco di parole nato dalla fusione di sit-in & sip)   prologo delle svolte per la comunità LGBT, più importanti nella storia.
Infatti, a distanza di tre anni, nel '69, un raid nel locale divenuto in seguito una pietra miliare nella comunità del gay, ha scatenato una vera e prorpria rivoluzione: stiamo parlando di Stonewall Inn.
Dalle rivolte susseguitasi ai raid, alle repressioni, dopo anni, in politica, si fanno spazio Harvey Milk ed Elaine Noble, e sembra essere la svolta.
Nel '82 il Wisconsin diventa il primo stato nel mondo a proibire la discriminazione su base dell'orientamento sessuale, in un tempo in cui l'omosessualità era ritenuta illegale o peccaminosa in tutto il resto del pianeta.
Ad oggi sono stati fatti enormi passi verso quella che è la parità dei diritti tra etero e coloro che hanno un orientamento sessuale diverso, qualunque esso sia.
Nonostante i passi avanti, tuttavia, ostacoli sempre più pericolosi,hanno cercato di radere al suolo la comunità LGBT: ricordiamo la piaga del AIDS e HIV, che dal 1981 ad oggi, dopo quasi 7 milioni di decessi, continua a mietere vittime.

Oggi, in molti paesi conservatori, l'omosessualità viene considerata ancora reato, punibile anche con la pena di morte.
Nei paesi più aperti invece, si continua a lottare, per estendere i diritti degli uomini e delle donne che hanno un orientamento definito inusuale.
Recente il corteo svolto a Washington D.C., contro il neo presidente Donald Trump, e la sua politica conservatrice anti-gay.
L'argomento sta toccando un po' tutti, dalle classi sociali più disparate.
Persino attori, cantanti come Angelina Jolie, Jared Leto, Halsey, Ellen De Generis persone simbolo del nuovo modo di pensare, dove l'orientamento sessuale non deve essere per forza un etichetta, ma piuttosto un modo di essere.
Persone che non si rifugiano nel modo di pensare conformista, dettato da società o religione ma che abbracciano quella che è la filosofia new edge del "ama il tuo prossimo più di te stesso".
Perché è questo il punto: chi siamo noi per giudicare l'amore?
Che sia eterosessuale, omosessuale, asessuale, pansessuale, bisessuale, transessuale o sapiosessessuale, qual'è il nostro problema con le scelte altrui una volta che siamo a posto con la nostra coscienza?

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