Perché l'italiano medio si arroca il diritto di giudicare gli altri prima di se stesso?
Chi gli conferisce l'autorità di poter aprire le proprie fauci per il solo gusto di ferire, solo per poter confermare il proprio ego al di sopra di tutti gli altri?
A me non interessano i vostri giudizi, le vostre opinioni, posso rispettarle, ma questo non implica che la ragione sia dalla vostra parte. Quello che esce dalla bocca di chiunque non è altro che aria, il nulla, come è nulla quello che esce dalla mia. Le mie opinioni le esprimo ma non pretendo che vengano ascoltate.
Purtroppo c'è stato un "gap generazionale" tra la mia generazione e quella precedente, fortemente dettata dalla globalizzazione e l'avvento di Internet. La prima ha dettato un miscuglio di culture e usi che prima erano sconosciute, portando a rapportarci sempre di più con persone di altre nazionalità con culture o religioni diverse dalla nostra, a smantellare gli stereotipi che i nostri predecessori avevano su determinate etnie.
Questo almeno è quello che sta succedendo in tutto il resto del mondo, fuorché in Italia, dove non solo le etie vengono differenziate ma persino un'idea politica sbagliata o la mentalità troppo aperta, può portare all'isolamento.
L'avvento di Internet, invece, ha avuto l'effetto simile ed opposto: ci siamo collegati a ogni parte del mondo, sappiamo in tempo reale situazioni, avvenimenti, ma tuttavia, una volta chiusa la "porta", rimaniamo soli, incapaci di rapportarci con gli altri.
Dietro allo schermo ti senti Dio. Non hai bisogno di usare filtri, puoi essere chiunque tu voglia, dettare legge ed essere l'ultimo degli stronzi.
La differenziazione tra "vita reale" e "virtuale" si sta assottigliando sempre di più, tanto che è difficile distinguerle, anche per me.
L'assenza di limiti proposta dalla rete viene applicata sempre più spesso anche alla vita reale, dove la faccenda sta sfociando in uno stato di anarchia 2.0.
Come in matematica, le persone come le incognite, posso tendere a molte cose, che siano 0 o infinito, ma sono i loro limiti a definirli.
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