Un attimo dopo prende forma e cresce, cresce fino a diventare ingombrante e impossibile da ignorare.
A quel punto puoi ignorare l'idea oppure assecondarla.
Prendendoti il rischio che quello che stai facendo non sia solo il risultato di un castello di carte.
Ti avvicini all'idea, un po' di soppiatto, senza quasi respirare. Soppesando te stesso e le tue decisioni su una bilancia invisibile della moralità.
Per pochissimo potrebbe vincere la logica.
Eppure per la prima volta in forse anni, senti smuovere nello stomaco qualcosa che assomiglia vagamente alle farfalle.
Senti la mente ovattata e leggera di quando bevi vino e fumi erba, sei felice.
Metti a tacere la logica, il buon senso e il ritegno.
Mostri più di quello che mostreresti normalmente solo per vedere un segno di vita, per rassicurarti in modo infantile che quello che stai pensando non è solo frutto della tua immaginazione.
E stranamente i segnali di vita ci sono.
Ma ad un tratto non sai più come comunicare o come leggere.
E ti senti un animale in preda ai più bassi istinti.
E ti senti soffocare perché non sai più come respirare, con il corpo e la mente troppo presi da quelle maledette mani che vorresti ovunque mentre la bocca vaga, alla ricerca di ossigeno e di labbra al sapore di vino.
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