Sdraiata sull'erba, guardi il cielo, le nuvole che galleggiano, si modificano, mentre tu rimani la sotto, immobile.
È esattamente quello che vuoi fare: Rimanere immobile.
Che nessuno possa turbare la tua quiete, che nessuno ne abbia ricordo.
Dov'è la tua bara di cristallo?
Dov'è la tua mela avvelenata?
Dov'è la tua Regina Malvagia?
Poi mentre lo specchio ti parla, ti vedi vittima sì, ma di te stessa. Sei la Regina che mangia la sua stessa mela.
Ti sei sepellita d'odio e solitudine. Ti dici.
Ma sai di mentire: era amore. L'egoistico pensiero che ci fosse un principe sconosciuto pronto a pararti il culo e amarti.
Era meglio se ti fidavi del cacciatore. Magari era l'unico in grado di portarti via il cuore.
Eppure scappi dal cristallo, segui il
Bianconiglio, cadi nella sua tana, precipiti,
Cadi.
Raccimoli pezzi di te cercando di comporre un puzzle ormai senz'immagine.
Finisce li.
Nel momento in cui chiedi pietà.
Chiedi quiete.
Ma ti svegli urlando in un letto d'ospedale, con gli arti legati, mentre cerchi di scappare.
Invochi.
Ti rendi conto che i tuoi sogni erano una salvezza, ora svanita.
E supplichi il dottore, che ti inietti l'ultima dose di pace eterna.
mercoledì 31 maggio 2017
Favole
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Sono veramente stupito dai tuoi racconti, una sola parola: SENSAZIONALE.
RispondiEliminaGrazie... È un vero peccato doverti ringraziare senza sapere chi sei
EliminaPurtroppo la mia personalità è così, ho una forte vergogna interiore e non mi piace proprio espormi in pubblico.
EliminaPreferisco rimanere nell'anonimato, così potrò agire nell'ombra per servire la luce.