Certo, il vuoto crea una sensazione di controllo e di tranquillità ma fa riemergere anche la malinconia.
La malinconia è come un tarlo in fondo allo stomaco, lì per lì non lo vedi ma percepisci che ti sta divorando piano piano.
Ho sempre foraggiato il tarlo con sensazioni e relazioni non sempre sane e giuste, ma l'ecosistema da me creato funzionava.
Se non puoi dare da mangiare nulla al tarlo, il tarlo continuerà a mangiarti da dentro.
Mi sono resa conto che mi manca avere quella sensazione in fondo alla pancia che ti smuove ogni atomo del corpo, mi manca andare via di testa per un odore particolare, la chimica che ti inebria il cervello, migliore di mille droghe.
Dove il dialogo è semplice e non scontato, dove parleresti per un'eternitá e dove basterebbe uno sguardo per strapparsi i vestiti di dosso.
Mi manca il coinvolgimento, le cene e i giochi di sguardi. Mi mancano le serate monotone che con un gesto e una bottiglia di vino finiscono con due corpi attorcigliati sul pavimento stesso.
Per sentirmi viva ho bisogno di sentirmi senz'aria e non solo per una mano sul collo al momento giusto.
Mi mancano i film d'epoca al cinema e le corse nel centro notturno.
Mi mancano le chiaccherate sugli scogli sotto il cielo stellato e quella fase in cui non conosci completamente l'altro ma è come se lo conoscessi da una vita.
Di tutte queste interazioni fugaci, l'assenza di dialogo e paura di impegnarsi ne ho i coglioni pieni.
Dicono che l'amore è una storia complicata ma sono un mucchio di cazzate, ce lo dice pure la scienza. Il ritmo cardiaco accelerato è sintomo di paura o sforzo fisico e la chimica tra due persone non dovrebbe esserlo.
Non è detto che dovremmo stare insieme per sempre, ma almeno il tempo che abbiamo, vogliamo godercelo almeno un po'?
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