Ci sono persone, come me che da quando hanno memoria sentono un grande vuoto dentro.
Un vuoto siderale, che potrebbe avere mille ragioni di esistere, o magari non avercene nessuna.
Però è lì.
Un momento sei felice e il momento dopo ti ritrovi a fregartene altamente di tutto e tutti. Va a ondate, a maree.
I momenti di felicità si trasformano in attimi contabili sulle dita di una mano e la soddisfazione diventa una sete inestinguibile.
E il problema di tutto ciò è che non sarai mai felice, né con te stesso, né con nessun altro.
Non è nemmeni qualcosa che altri ti possono insegnare o trasmettere, e nemmeno qualcosa che puoi imparare da solo.
È lì.
Mia madre dice sempre che le persone come me hanno molta più sensibilità degli altri, ma non credo possa essere vero, perché quando non ti senti vivo, non puoi sentire nulla.
È un po' come essere in coma. Senti tutto ciò che è intorno a te ma ne sei completamente estraneo.
La sensibilità forse è quella cosa che tutti i giorni ti mangia dentro, ti logora fino a che non senti più nulla.
Sentire troppo per non sentire più nulla.
Un temporale estivo, tanto casino e poi nulla.
Il musicista invece, una volta mi disse che il segreto per placare la fame è accontentarsi.
Potrebbe avere senso.
Continuare la vita adulta sempre nella stessa direzione.
Trovarsi un lavoro mediocre che ti rovina il fegato e il sonno, per poterti pagare un appartamento vuoto.
Stabilizzarsi. Anche con la prima persona che è troppo spaventata per avanzare sola.
Avere figli che non hai mai voluto e che magari non puoi nemmeno permetterti.
Rioercorrere i giorni ancora, ancora, ancora, fino a farti vomitare l'anima, che ormai ti sei venduto per la stabilità.
Sei un encefalogramma piatto e ancora non lo sai.
La tua vita scorre e tu sei fermo. Morto ancora prima di tirare le cuoia.
Non mi sembra molto alettante come piano.
Del resto, di qualcosa bisogna pur morire, ma per qualcosa bisogna pur vivere.
Per me è semplice, sono un cliché che cammina, le canzoni nel letto, il whiskey, la buona cucina, il vino e l'arte.
Alla fine, non cerchiamo tutti qualcosa più grande di noi da tutta la vita?
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