lunedì 13 agosto 2018

Ursa Minor

Pablo's blues - Gare du Nord

"Babe, it's goin' to be rainin' outdoors"

La piccola Orsa Minore, un ammasso di stelle così vicine da racchiudere forse, quella che è la verità del Cosmo.
Veglia su di me quella piccola costellazione, mentre l'alba avanza, irruente, troppa luce, troppa per quello che potrei sopportare ora.
Perfino l'antifurto della macchina, di chissà chi, sembra andare a ritmo di una canzone, ipnotica.
Mentre ballo, senza muovermi dal pavimento, mentre sento il freddo insinuarsi tra i miei capelli bagnati e la malinconia, tra le mie ossa.
Tutti vogliono quello che vorrebbero avere.
Persino un dio, fatto uomo, inginocchiato davanti a sé, con gli occhi azzurri, chiusi in preghiera, davanti al tempio che in realtà è il tuo corpo.
Ho ancora quadri su di lei appesi tra le mura bianche della mia vita, ma ormai hanno poca importanza.
Sono solo testimoni.
Di quel dio diventato uomo, per espiare i miei peccati.
Uno dei tanti redentori, tatuato e abbronzato, chino in preghiera su di me.
Non è forse l'orgasmo, l'espiazione delle colpe più indicata?
Non è forse il momento in cui puoi toccare dio con mano, sfiorarlo, sentirne le carni e dire, "ora posso cessare di esistere"?
Eppure, è iniziata così, come un gioco.
Non è forse fatta la nostra carne, di peccati carnali e di forti passioni?
Che ne dici, pioverà questa notte?
O forse non è stagione delle confessioni?
Forse dovremmo aspettare, anche se i tuoi occhi dicono che non vedono futuro.
Forse è tutta colpa di ciò che non riusciamo a vedere laddove guardiamo.
Forse dovremmo essere più puri, e meno sterilizzati dall'alcol che ingeriamo.
Troppi forse, in un culto, che, destabilizza le mie viscere e la mia mente.
Forse eravamo schiavi di quelle notti di perdono, forse siamo schiavi ora, in questa notte di peccato.

Eppure, magari pioverà questa notte.

Nessun commento:

Posta un commento