Vivo in una
famiglia allargata e da non molto tempo ho notatto un comportamento tipico di
mia sorella nei confronti di sua
madre. Credo proprio che questo sia uno
dei grandi problemi sull’educazione dei figli. Le opinioni sono svariate: c’è
che ritiene sia opportuno educare i figli facendo chiaramente capire “chi
comanda”, oppure usando la tecnica “una mamma per amica”.
Io premetto che sono contro l’educazione
conformista, non credo sarei chi sono con un educazione rigida e
tradizionalista, tuttavia, non sono d’accordo con il pensiero moderno di
educazione alla pari. Inanzitutto se sei genitore hai il compito oltre che far
crescere il bambino nel miglior modo possibile (mi riaggancerò a questo in
futuro), hai il compito di istruirlo ed educarlo nel modo che, a parere tuo
personale, sia adeguato per farlo stare bene in futuro, nella società
circostante.
Se questo bambino riceve un’educazione ti
tratterà come un fratello e una sorella, certo, ci sono molte probabilità che
si apra con te su tutto, ma in moltissimi casi, questo porta anche a confondere
la figua “amico” con quella di genitore e non riconoscere quest’ultima come
autorità. Di questo conseguono problemi sul decidere delle regole famigliari e
farle rispettare.
Nel secondo caso
abbiamo un riconoscimento di autorità genitoriale, ma questo riconoscimento spesso,è accompagnato
da una sensazione di timore. E per come penso io, se sei genitore, sei la
persona più vicina a tuo figlio e se il bambino ha timore della persona più
vicina a lui non ha una base d’appoggio morale. Questo può portare a probremi
per paura di relazionarsi con coetanei, oppure al desiderio di confermare il
prorpio “io” e ad avere atteggiamenti di bullismo su altri bambini, più deboli.
Questo darebbe vita a uno sbalzamento del concetto di “bene e male”, quindi a
comportamenti scorretti da parte del bambino.
Un altro punto a sfavore di questo tipo di educazione è l’essere
oppressi dal temperamento dei genitori,
e quindi a uno sviluppo minimo se non nullo della vena artistica.
L’educazione "corretta" per quanta riguarda il mio punto di vista, sarebbe esattamente a metà
strada tra i due. Parlare liberamene
senza vergogna con i figli, avere sicuramente regole e accordi, dargli fiducia
neccessaria per renderli indipendenti e sostenerli nelle loro idee e
convinzioni, discuterne insieme. Perchè la parola magica dell’educazione è
semplice: dialogo.
Trasmettete la
vostra sicurezza al figlio, perchè sin da quando è piccolo rispecchierà le
vostre reazioni sul mondo circostante: se quando cadrà correrete spaventate
verso di lui, lui piangerà perchè percepirà la vostra paura, se gli sorredete e
dite che va tutto bene sarà rassicurato, si convincerà che va tutto bene. E non intendo fregarvene, semplicemnte
spiegategli la situazione, mostrandovi tranqulli e sicuri, e vedrete che vostro
figlio vi vedrà come esempio e vi riconoscerà come autorità; non con timore, ma con rispetto.
M
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