domenica 13 aprile 2014

Quanto è importante la distinzione di ruoli.


Vivo in una famiglia allargata e da non molto tempo ho notatto un comportamento tipico di mia sorella nei  confronti di sua madre.  Credo proprio che questo sia uno dei grandi problemi sull’educazione dei figli. Le opinioni sono svariate: c’è che ritiene sia opportuno educare i figli facendo chiaramente capire “chi comanda”, oppure usando la tecnica “una mamma per amica”.

Io premetto che sono contro l’educazione conformista, non credo sarei chi sono con un educazione rigida e tradizionalista, tuttavia, non sono d’accordo con il pensiero moderno di educazione alla pari. Inanzitutto se sei genitore hai il compito oltre che far crescere il bambino nel miglior modo possibile (mi riaggancerò a questo in futuro), hai il compito di istruirlo ed educarlo nel modo che, a parere tuo personale, sia adeguato per farlo stare bene in futuro, nella società circostante.
 Se questo bambino riceve un’educazione ti tratterà come un fratello e una sorella, certo, ci sono molte probabilità che si apra con te su tutto, ma in moltissimi casi, questo porta anche a confondere la figua “amico” con quella di genitore e non riconoscere quest’ultima come autorità. Di questo conseguono problemi sul decidere delle regole famigliari e farle rispettare.

Nel secondo caso abbiamo un riconoscimento di autorità genitoriale, ma  questo riconoscimento spesso,è accompagnato da una sensazione di timore. E per come penso io, se sei genitore, sei la persona più vicina a tuo figlio e se il bambino ha timore della persona più vicina a lui non ha una base d’appoggio morale. Questo può portare a probremi per paura di relazionarsi con coetanei, oppure al desiderio di confermare il prorpio “io” e ad avere atteggiamenti di bullismo su altri bambini, più deboli. Questo darebbe vita a uno sbalzamento del concetto di “bene e male”, quindi a comportamenti scorretti da parte del bambino.  Un altro punto a sfavore di questo tipo di educazione è l’essere oppressi dal temperamento dei genitori,  e quindi a uno sviluppo minimo se non nullo della vena artistica.

L’educazione "corretta" per quanta riguarda il mio punto di vista, sarebbe esattamente a metà strada tra i due.  Parlare liberamene senza vergogna con i figli, avere sicuramente regole e accordi, dargli fiducia neccessaria per renderli indipendenti e sostenerli nelle loro idee e convinzioni, discuterne insieme. Perchè la parola magica dell’educazione è semplice: dialogo.
Trasmettete la vostra sicurezza al figlio, perchè sin da quando è piccolo rispecchierà le vostre reazioni sul mondo circostante: se quando cadrà correrete spaventate verso di lui, lui piangerà perchè percepirà la vostra paura, se gli sorredete e dite che va tutto bene sarà rassicurato, si convincerà che va tutto bene.  E non intendo fregarvene, semplicemnte spiegategli la situazione, mostrandovi tranqulli e sicuri, e vedrete che vostro figlio vi vedrà come esempio e vi riconoscerà come autorità;  non con timore, ma con rispetto.



M                                                                                         

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